in Assaggi, Italia, Toscana

Cortona Syrah DOC – Stefano Amerighi 2007

Syrah | 20-25 €

Il Syrah di Stefano Amerighi richiede attenzione e concentrazione. Da una parte forse la necessità di sintonizzare il palato con la purezza del Syrah, che sembra avere probabilmente ha trovato a Cortona un’oasi felice. Dall’altra la consapevolezza di avere a che fare con una bottiglia di un grande artigiano che sta cercando di intraprendere la strada per catturare quel sottile equilibrio tra un vino ed il suo territorio.

In particolare, l’assaggio del 2007 racconta di un naso caratterizzato da una grande tipicità, piuttosto compatto, certamente con quell’idea di freschezza, sotto, che subito ti fa pensare a quanto potrà evolvere, il riferimento temporale è in anni.
In bocca è assaggio che sta trovando la sua strada. Da una parte la potenza, dall’altra tutta una serie di sensazioni legate alla freschezza, e alla spalla acida. Un Syrah dal corpo importante che deve ancora trovare il suo percorso verso quell’armonia definitiva, e l’impressione è che -oggi- paghi qualcosa in termini di scorrevolezza. Ma lo aspettiamo volentieri, certamente fiduciosi.
Il finale è preciso, e quella punta più scura e pepata che, sottile, rimane sulla punta della lingua.

Un Syrah da tenere d’occhio quindi, con attenzione.

[s4]

Scrivi un commento

Commento

  1. Il vitigno syrah ha trovato nell’areale della Toscana centro-settentrionale un habitat ideale, tant’è che, ormai senza dubbio alcuno, i vini prodotti in questa zona sono riconosciuti come le migliori espressioni italiane del vitigno; a riprova di ciò basta analizzare i risultati del concorso mondiale dei vini da uve syrah, che si svolge annualmente in Francia.
    L’azienda di Stefano Amerighi appartiene, unitamente a quella di proprietà dell’avv. Dionisio, alla “nouvelle vague” dei produttori cortonesi di syrah; sono ambedue vini da aspettare, molto meno fruibili, nell’immediato, dei syrah prodotti, ad esempio, in Maremma, ma ciò è conseguenza, a mio parere, delle condizioni climatiche molto differenti e più aspre.
    D’altro canto, anche i syrah prodotti dal “padre nobile” della zona, ovverosia D’Alessandro, necessitano di qualche anno per esprimersi al meglio.
    In ogni caso, sia per Dionisio che per Amerighi parliamo di vini importanti e dalle grandi possibilità di affermazione.

  2. Sono d’accordo… Bisogna aspettare… Ho conosciuto Stefano qualche mese fa e devo dire che l’appellativo ARTIGIANO è veramente corretto… Il suo è un grande syrah, io ho assaggiato il 2006 e il 2007 devo dire che il 2006 è più pronto, ma dal 2007 mi aspetto molto di più… tra qualche anno…

  3. Ringrazio delle belle parole il Sig. Luca Miraglia; sarei felice, se vi farà piacere (ma non voglio essere invadente), di farvi assaggiare il mio Syrah, che ha certamente in comune con quello del collega Amerighi l’essere frutto di un lavoro artigianale e, credo, nel suo caso come nel mio, di una applicazione maniacale, etica e sincera, che rifiuta qualsiasi genere di scorciatoia e/o compromesso. Artigianato nel senso più nobile del termine…che poi, per come la vedo io, è sempre nobile. Alla faccia dei vini industriali e di chi continua a berli, rifiutandosi di conoscere il vino vero.
    Un abbraccio a tutti.

    P.S. Lasciamo perdere l’ “avvocato” …quando si parla di cose serie come il vino!

    Fabrizio Dionisio
    http://www.fabriziodionisio.it