Ancora sul Grechetto di Todi

Ci sarebbe quindi questo mensile distribuito localmente, in Umbria, sul quale il sottoscritto ha il piacere di tenere una rubrica dedicata alle cose buone del territorio. Il mese scorso siamo ritornati, a quasi due anni di distanza, sul Grechetto di Todi. Eccolo.

Certo, a guardare da fuori il mondo del vino dell’Umbria è normale che si veda una realtà piuttosto piccola, almeno se inserita in un contesto nazionale che vede così tante regioni più grandi e più varie. Però, ed è opinione diffusa, negli ultimi tempi la crescita qualitativa è stata inarrestabile.

Il Sagrantino di Montefalco ha attraversato confini sia regionali che nazionali ed è oggi considerato, a ragione, una delle bandiere della produzione italiana di qualità. Il territorio nel corso degli anni ha attratto investimenti ed è cresciuto sia per numero di aziende che per ettari vitati e bottiglie prodotte. Un successo straordinario, senza pari nel nostro paese degli ultimi anni.

Il Torgiano Rosso Riserva è denominazione considerata da molti appassionati come mitica, il cui sangiovese trova in Vigna Monticchio un cru straordinario, capace di sfidare il tempo. L’ampia zona del Lago Trasimeno sembra, rispetto solo a qualche anno fa, in grado di regalare vini di particolare equilibrio.
E poi tante ottime cantine, che non rientrano in denominazioni note, ma che lavorano benissimo e producono vini di grande interesse.

Tutti rossi, però.

Voglio dire, l’Umbria non è certo nota come regione bianchista anche se, va detto, qui si è sempre prodotto e consumato un gran numero di Orvieto e di Grechetto, tra gli altri. Quasi tutti i produttori vinificano almeno un bianco, per la maggior parte bottiglie destinate al nostro consumo che difficilmente trovavano strada in altre regioni.

Però, forse, le cose stanno per cambiare.

Vicino Todi viene coltivata una particolare varietà di Grechetto che riesce a dare vini di particolare carattere ed eleganza. Alcune cantine, nel corso degli ultimi anni, hanno deciso di provare a mettersi in gioco per vedere se fosse possibile riuscire a produrre un grande bianco, in Umbria, oggi. E i risultati, timidamente, cominciano a dare loro ragione.

Il Grechetto di Todi infatti, rispetto ai suoi simili coltivati in tutta la zona dei colli Martani, è vino certamente più profumato e strutturato, dalle architetture più complesse, capace di accompagnare tutto il pasto e certamente regalare soddisfazioni.
In pochissimo tempo sembra avere trovato una sua dimensione e certamente le basi affinchè possa diventare il vino bianco di riferimento della regione ci sono tutte.

Le cantine coinvolte, intelligentemente tutte riunite in un’associazione il cui scopo è la promozione della tipologia, sono realtà che producono Grechetto di sicuro interesse, ognuno con peculiarità e caratteristiche appena differenti, tutti piacevolissimi. C’è Roccafiore, una splendida cantina ma anche residenza con ristorante. C’è Tenuta San Rocco ed il suo agriturismo. Ci sono Tudernum, Peppucci, Franco Todini.

Andare a cercare questi vini, magari direttamente in cantina, tra le altre cose significa anche andare ad approfondire un territorio splendido, forse quello in grado di regalare i panorami più belli della regione, scusate se è poco.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Articoli, Parlo da solo, Umbria | Tag: , , , , , , , | Commenta

6 Commenti

  1. mugellesi ivano
    Pubblicato 29 aprile 2010 alle 15:58 | Link

    Sono pienamente d’accordo zona bellissima.Ho un ricordo di un “vinino” grechetto Duca della Corgna 2006 (anche se un pò più a nord) veramente buono con beva fantastica.Sicuramente il progetto è buono se si riesce ad avere una migliore qualità senza alzare troppo i prezzi. Ciao

  2. carlo
    Pubblicato 29 aprile 2010 alle 16:10 | Link

    scusa jacopo..qual’è la rivista citata?

  3. Pubblicato 29 aprile 2010 alle 17:11 | Link

    Ben detto Jacopo, andare a scoprire il vino nel distretto in cui si produce regala emozioni autentiche. Anche se diluvia a dirotto come a Cantine Aperte dello scorso anno, vero???
    Evviva il Grechetto…

  4. Pubblicato 29 aprile 2010 alle 17:52 | Link

    @Ivano Vero, sono d’accordissimo sul discorso dei prezzi

    @Carlo Si tratta di una testata locale, si chiama Piacere Magazine (http://www.piaceremagazine.it/)

    @Luca Sono innamorato di quella zona. E’ una delle più belle del centro Italia. ;)

  5. francesco
    Pubblicato 3 maggio 2010 alle 13:22 | Link

    Anche nella mia regione si produce grechetto(non molto nel lazio)ma ci sono alcune bottiglie che vale la pena assaggiare soprattutto in zona Civitella d’agliano.Comunque secondo me i prezzi sono ancora abbastanza contenuti e la qualità c’è e si sente nei colli martani.Ex.. a un fiorfiore o un colle nobile e molti altri cosa vogliamo dirgli..A me piace..

  6. Barbara
    Pubblicato 20 maggio 2010 alle 00:23 | Link

    Condivido pienamente..una delle zone piu’ belle del centro Italia, per fortuna ancora solo colline, vigneti, e tanto verde. Ti riempi gli occhi e l’anima con quei paesaggi ancora incontaminati e soprattutto con poco cemento.. pero’ la strada dovrebbero aggiustarla un po’.. Evviva il Grechetto che nel suo “piccolo” a noi piace e fa la sua modesta figura!

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