in Assaggi, Basilicata, Italia

Aglianico del Vulture DOC – Carbone, 400 Some 2006

Aglianico | 15-20 €

Gli aglianici di Carbone hanno quella bevibilità (nella migliore accezione possibile del termine) che me li ha fatti amare, da subito. Ricordo come fosse ieri il Terra dei Fuochi, una delle bottiglie con il miglior rapporto benessere/spesa degli ultimi anni. Imperdibile.

E poi c’è il 400 Some, il mio preferito, che sembra regalare sensazioni scure, quasi selvatiche, pur rimanendo gentile lungo tutto il bicchiere. E’ scuro, come ci si immagina debba essere un Aglianico del Vulture. E’ ampio senza essere inutilmente generoso. Vibra, ed emergono quelle idee che ricordano la macchia mediterranea. Il frutto è rosso, maturo, accarezzato dal sole; una nota vegetale, sul finire. E poi non è dirompente. C’è corpo e sostanza, eccome, ma scivola piacevolmente, senza stordire. E’ un vino che ti accompagna e che fa dell’equilibrio la sua maggiore caratteristica, grazie a quella nota alcolica perfettamente integrata. Finisce delicatamente lungo, come un’onda che si adagia sul bagnasciuga.

E c’è lo Stupor Mundi, ma di quello scriverò domani.

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  • La TwitAsta, un’asta di beneficenza su Twitter | enoicheillusioni 28 aprile 2010

    […] dire, la scatola dei vini Carbone (da queste parti sono passati tutti i loro aglianici, il Terra dei Fuochi, il 400 Some, lo Stupor Mundi) […]