
Aglianico | 15-20 €
Gli aglianici di Carbone hanno quella bevibilità (nella migliore accezione possibile del termine) che me li ha fatti amare, da subito. Ricordo come fosse ieri il Terra dei Fuochi, una delle bottiglie con il miglior rapporto benessere/spesa degli ultimi anni. Imperdibile.
E poi c’è il 400 Some, il mio preferito, che sembra regalare sensazioni scure, quasi selvatiche, pur rimanendo gentile lungo tutto il bicchiere. E’ scuro, come ci si immagina debba essere un Aglianico del Vulture. E’ ampio senza essere inutilmente generoso. Vibra, ed emergono quelle idee che ricordano la macchia mediterranea. Il frutto è rosso, maturo, accarezzato dal sole; una nota vegetale, sul finire. E poi non è dirompente. C’è corpo e sostanza, eccome, ma scivola piacevolmente, senza stordire. E’ un vino che ti accompagna e che fa dell’equilibrio la sua maggiore caratteristica, grazie a quella nota alcolica perfettamente integrata. Finisce delicatamente lungo, come un’onda che si adagia sul bagnasciuga.
E c’è lo Stupor Mundi, ma di quello scriverò domani.




6 Commenti
Dimenticavo. Un grande grazie a Sara Carbone per questa bottiglia. La conservavo gelosamente da tempo.
Alla scoperta della Basilicata…rigorosamente Coast to Coast!!
..eccerto, con una tappa in cantina da Carbone. Com’è il film?
Molto molto carino..merita di essere visto.
Domanda tecnica, sai se alla fine l’Aglianico del Vulture ha ottenuto la Docg?
Si Barbara, la docg entrerà in vigore a partire dalla vendemmia 2010 e quindi lo potremo bere a partire dal 2013.
Un altro grande racconto Jacopo, lo metto fra i miei preferiti. Alla prima occasione recupero anche io una (un paio almeno) bottiglia Carbone.
Un Trackback
[...] dire, la scatola dei vini Carbone (da queste parti sono passati tutti i loro aglianici, il Terra dei Fuochi, il 400 Some, lo Stupor Mundi) [...]