Montepulciano d’Abruzzo DOC – Emidio Pepe 2005

Montepulciano | 20-30 €

Non so se si possa parlare di perfezione, ma certamente quasta versione del Montepulciano di Pepe è una di quelle cose che a) regala soddisfazioni b) berresti in continuazione c) vorresti averne più e di più, per vedere come sarà, con il passare dei mesi. Perchè è assaggio di succo, polpa, freschezze.

Impenetrabile, ma non scurissimo, il naso inzia timido, per poi aprirsi in modo regale con il passare dei minuti. Frutta scura come il ribes, particolarmente elegante, balsamicità, sensazioni scure che ricordano il sottobosco, quasi erbacee.
Straordinariamente equilibrato, ogni componente sembra funzionale al tutto. Tannini? Presenti e vellutati. Acidità? Certo, integrata. Freschezze? Eccome. Finisce lungo ritornando in modo didascalico sulle note olfattive e mentirei se scrivessi che non mi è piaciuto tantissimo. O anche di più.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Abruzzo, Assaggi, Italia | Tag: , | Commenta

16 Commenti

  1. Pubblicato 15 marzo 2010 alle 12:24 | Link

    Ho bevuto recentemente il 2003 e non posso che essere d’ accordo con te.
    Ciao Massimo

  2. Pubblicato 15 marzo 2010 alle 12:26 | Link

    Grande Massimo! Il Montepulciano è uva che negli ultimi tempi mi incuriosisce sempre di più.. ed ho trovato in Pepe uno splendido interprete: riesce a coniugare quella scorrevolezza a quella struttura, e non è cosa da poco.

  3. Pubblicato 15 marzo 2010 alle 12:54 | Link

    Aaaah, potenza dei vini naturali! (e della bottiglia giusta…)

  4. Pubblicato 15 marzo 2010 alle 13:28 | Link

    Io sono rimasto impressionato soprattutto dalla struttura organolettica. Un vino pesante ma che non pesa..Ci si vede sicuramente a Vini Naturali se becchiamo lo stesso giorno. ! Buon Lavoro Ciao

  5. Pubblicato 15 marzo 2010 alle 18:51 | Link

    Come ti capisco, quante volte l’ho bevuto, straordinario

  6. Pubblicato 15 marzo 2010 alle 22:54 | Link

    Gabriele, questa era *definitivamente* la bottiglia giusta. Quante volte proprio con Pepe ho avuto diverse perplessità con bottiglie sbagliate!

    Ciao Riccardo, grazie dell’intervento ;)

  7. Pubblicato 16 marzo 2010 alle 18:16 | Link

    Ecco, appunto :)

  8. Stefano
    Pubblicato 17 marzo 2010 alle 09:51 | Link

    mitologica bandiera degli Abbruzzi,
    proprio un anno fa, a Villa Favorita, bevemmo insieme un persuasivo ’75

  9. Pubblicato 17 marzo 2010 alle 10:28 | Link

    Lo ricordo con enorme piacere, eccome.

  10. luca miraglia
    Pubblicato 17 marzo 2010 alle 20:24 | Link

    E’ l’ennesima riprova che, in un orizzonte enologico “tradizionale” ormai omologato, ci si può emozionare soltanto all’assaggio dei vini “naturali”; sono loro che hanno una vera anima e ti trasmettono sensazioni diverse, anche da un sorso all’altro.
    Può senz’altro capitare la bottiglia non perfetta, anzi, nel caso di Pepe non è infrequente, ma i pregi strutturali dei suoi vini sono tali che vale la pena correre il rischio.

  11. Pubblicato 17 marzo 2010 alle 23:25 | Link

    Ciao Luca, e grazie per l’intervento. Devo però dissentire.

    Quello che tu definisci orizzonte enologico tradizionale è capace di regalare alcuni dei vini più straordinari che io abbia mai assaggiato. Poi certo, che i cosiddetti produttori naturali siano (alcuni) in grado di lavorare estremamente bene e di mettere sul mercato prodotti buonissimi e capaci di regalare emozioni è un altro discorso (mai regalati, s’intende).

    Quanto alla bottiglia non perfetta devo dissentire doppiamente: dopo aver speso venticinque euro pretendo che il vino sia perfetto, e nel caso sappia di tappo mi venga sostituito. Il fatto che alcune bottiglie di Pepe, anche a me è capitato una volta, possano avere altri problemi legati alla vinificazione è, molto semplicemente, inaccettabile.

  12. Luca Miraglia
    Pubblicato 18 marzo 2010 alle 23:07 | Link

    Caro Jacopo, la mia era un’osservazione assolutamente fuori dagli schemi usuali di valutazione tecnica quali si usano in ambito AIS; voglio soltanto sostenere che, per quanto un vino possa essere piacevole e rispondente a canoni tradizionali di piacevolezza e bevibilità, ormai non mi emoziona più quanto può fare un altro vino, magari imperfetto tecnicamente, ma nel quale riesco a leggere territorio, amore per la terra, ansia di fare con le mani, con la testa … e niente altro.
    Di vini perfetti stilisticamente, credimi, ne ho bevuti a centinaia, ma l’emozione è un’altra cosa!

  13. Pubblicato 18 marzo 2010 alle 23:14 | Link

    Capisco perfettamente ed anche io tenderei ad essere d’accordo.. se non che la perfezione stilistica non trovo sia cosa così comune, anzi. ;)

    Questa sera volevo un vino che mi *coccolasse* ed ho aperto un sangiovese di un piccolo produttore locale, sicuramente vicino ad una filosofia produttiva definibile come “naturale”, con tutti i suoi piccoli difetti (manca in eleganza, non è completamente integrato ma ha succo e polpa, ah se ne ha!), ed è sato perfettamente funzionale allo scopo. :)

  14. mirco micucci
    Pubblicato 20 marzo 2010 alle 11:08 | Link

    Jacopo ma precisamente quali difetti ha riscontrato nelle bottiglie di Pepe?
    Difetti di vinificazione parlo, non tappi difettosi.
    Mirco

  15. Pubblicato 20 marzo 2010 alle 13:28 | Link

    Oltre al sentito dire, che ovviamente lascia il tempo che trova, due volte. La prima era un Montepulciano, forse un 2001. Riduzione spinta al naso (riconoscimenti brutti, che viravano dallo zolfo al marcio) che purtroppo ritornava in bocca. Imbevibile. La seconda era quella riduzione più leggera, che va bene che era assoluatemente bevibile ma era ben lontano dall’assoluta piacevolezza del 2005 qui sopra.

  16. Pubblicato 5 maggio 2010 alle 15:58 | Link

    Guarda, l’ho assaggiata ad una -brutta- degustazione di vini naturali a Milano insieme ad altre annate e si, è proprio buono. Tra l’altro l’annata piuttosto recente conserva una freschezza e una pienezza di frutto veramente golose. Ne ho presa una bottiglia, 15€ in fiera, ben spese. Appena la stappo butto giù due righe.
    Ciao Jacopo!

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