in Parlo da solo

Ah, il conflitto di interessi. O forse no

Che poi all’inizio la timidità tende a farla da padrone e capita spesso che uno inizi a commentare qua e là utilizzando un nickname. A me almeno è successo così, non erano ancora gli anni zero. Era la mia vita digitale precedente. Poi forse, solo dopo, si comincia piano piano ad usare il proprio nome e la sensazione all’inizio è quella di sentirsi estremamente esposti, praticamente nudi. E quando poi arriva il momento di aprire un blog, anni dopo, la scelta è praticamente obbligata: nome e cognome. Non per un discorso di protagonismo, ma perchè la rete è andata verso una certa responsabilizzazione dei contenuti e tu che scrivi vuoi far sapere che queste parole sono le tue. E solo le tue.

Anzi, a chi pensa ci debba essere una divisione netta tra l’analogico ed il digitale e la privacy e blablabla io dico “mah“. Solo perchè credo che io (noi) sia (siamo) sempre io (noi), sia chinato sulla tastiera che in ufficio o al bar. Poi, certo, ognuno libero di scegliere l’approccio migliore, ci mancherebbe.

Una volta quindi scelto di metterci il nome, il cognome e la faccia la trasparenza è un dovere, anche verso se stessi. Io per dire quando non scrivo qui, e chiaramente è la maggior parte del mio tempo, lavoro e mi occupo di comunicazione e pubbliche relazioni. Prima, ormai diversi anni fa, organizzavo e promuovevo concerti, poi è successo che sempre di più mi appassionassi a quello che bevevo e a quello che mangiavo e per una fortunata serie di conseguenze mi sono ritrovato ad occuparmi sempre di comunicazione e di ufficio stampa per la parte ristorativa di un gruppo prestigioso ed importante. Ed eccomi per tre anni a Milano a lavorare con Andrea Berton, lo chef. Il tempo da allora è passato velocemente, ed ho fatto tante altre cose, senza però mai occuparmi direttamente di vino. Non per scelta, anzi. Solo non era mai capitata l’occasione. Oggi questa particolare situazione è cambiata visto che da pochissimo tempo seguo la comunicazione per il Consorzio Viniveri e l’evento promosso dallo stesso gruppo, VinoVinoVino, che si terrà a Cerea tra poche settimane.

Necessario, anzi, fondamentale chiarire questa posizione e a voi poi giudicare quando scriverò in futuro dei vini dei produttori aderenti al Consorzio se le mie saranno parole equilibrate. Ma vi anticipo subito una cosa: i vini di Cappellano, Rinaldi, Radikon, Bea, Le Boncie, e di tutti gli altri membri il più delle volte mi piacciono tantissimo, in particolare perchè capaci di emozionarmi come pochi altri.

Ecco, metto le mani avanti che forse è meglio.

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Commento

  1. Bravo Jacopo. La segnalazione è sana. Ognuno di noi ha fatto e fa sempre più cose, che a volte si sovrappongono e alla fin fine ciò che ci deve guidare non possono essere regole ma valori etici. C’è chi può e chi non può, e parafrasando uno spassoso personaggio, … tu può!

    A proposito, complimenti e auguri per il tuo nuovo incarico.

  2. I fatti Jacopo.
    Contano solo i fatti.
    Poi lo sai, la reputazione in rete è tutto quello che hai e se ci metti anni a costruirla, bastano pochi istanti a distruggerla. Vai sereno, hai la stima di molti.

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  3. Buongiorno,
    ho iniziato a seguire i suoi scritti da quando su Intravino ho saputo che abitiamo nella stessa citta’. Da “vecchio” appassionato mi incuriosisce molto il parere di un vicino di casa…
    Per quanto riguarda il post in oggetto sfonda una porta aperta, anche a me quei produttori piacciono tantissimo: questa estate ho fatto un giretto in Friuli andando a trovare Radikon, Zidarich, Vodopivec, Paraschos ecc.. Spero di poterla incontrare da qualche parte qui a Perugia. Al limite mia moglie e’ un’ottima cuoca…
    Cordialmente
    Mirco

  4. Pensa che io ho fatto il percorso inverso. Ho iniziato sul forum della Cucina Italiana secoli fa con nome e cognome, lì si usava così. e mi piaceva.
    Non dovevi fare il triplo sforzo di associare nome a cognome a nick e a viso. poi Sono passata ai forum con i nick e all’inizio ho fatto fatica ad abituarmi. E’ come quando ti sposi e qualcuno osa chiamarti con il cognome del marito (ma chi è quella io non la conosco!).
    Poi ti separi e ritorni finalmente tu per tutti e ricompare il tuo nome vero. per il cognome ci vorrà ancora un po’ di tempo, almeno su internet.
    Credo che sia solo un po’ di paura che ci hanno messo tutti. Paura di internet, dell’ignoto.
    Una paura che prima non avevo e mi davano dell’incosciente.
    O forse solo una precauzione che ormai sta cadendo.
    E in ogni caso, per quanto mi riguarda, nome vero o nick che sia non mi servono come alibi. Scrivo le stesse cose, non mi nascondo dietro una tastiera e uno schermo.
    Buon lavoro Jacopo.
    Bello questo blog.

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