in Parlo da solo

Sull’impressione di avere a che fare con una realtà straordinaria

Questa sera, a cena, ci sono rimasto un po’ male.

L’incipit è stato facile, si trattava delle recenti notizie di cronaca che vedono diverse ombre abbattersi sulla Protezione Civile, su Guido Bertolaso e sul suo operato di questi anni. Ci è voluto poco, poi, per mischiare politica e realtà quotidiana. Quella del grande fratello e di studio aperto, delle politiche locali e del menefreghismo generale.
Ci è voluto poco, ancora, per arrivare alla facile conclusione che tutto stia andando a puttane e che le opportunità siano idee artefatte lontane dal nostro quotidiano.

Ci sono rimasto male perchè ho provato in tutti i modi a convincere gli amici con cui ero a cena del contrario, portando come esempio quello che vivo tutti i giorni, qui, in rete.
Perchè, e scusatemi se posso apparire banale, la realtà con cui mi confronto nel quotidiano ha una vitalità straordinaria. I blog che leggo, voi che lasciate commenti, le persone che incrocio sui social network raccontano un’Italia fatta di idee e di vivacità. Di emozioni e positività. Di voglia di reagire, e di emergere. Una realtà che forse è minoritaria, io non me ne rendo conto, ma in cui ho grandissima fiducia. Siamo troppo giovani per pensare di non avere abbastanza opportunità.

Peccato non ci sia riuscito, ed ognuno sia andato a letto con le proprie convinzioni.

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Commento

  1. La rete ribolle di idee come il mosto in fermentazione, ed è bello sentir parole come fiducia e opportunità che dovrebbero essere la bandiera della nostra generazione. Abbiamo 30 anni, dovremmo essere la spina dorsale che tiene in piedi l’Italia.
    Però non sono convinto, e più ci penso e più mi sembra, e passami il francesismo, che siamo veramente nella merda.

  2. Quanto ti capiamo! E’ proprio quello che proviamo “quasi” quotidianamente: un’energia, speranza, idee e ottimismo nelle relazioni e opprtunità che si creano online, sia con persone italiane che estere e ed il terreno fatto di sabbie mobili dove è pressoche impossibile uscire della vita quotidiana. Spero che un giorno, un solo giorno, arrivi la svolta che tutti noi proattivi, energetici, ottimisti, curiosi e vogliosi di fare, stiamo aspettando… e che anche noi ci sentiremo, per qualche cosa, fieri del paese dove viviamo…

  3. La realtà supera il web. Proprio alcuni minuti fa io e davide (cocco) stavamo facendo le tue stesse considerazioni. Pare che la politica e la quotidianità facciano a gara per ostacolare chi ancora ci crede. Ma io sono ottimista, e anche se non molto attiva nel web, continuo ad incontrare persone che hanno voglia di reagire e che lo fanno concretamente. Basta avere un pò di fiducia e anche la realtà è pronta a darti tutto quello che ha.

  4. Guardiamo il lato positivo. Sabato scorso sono stato a uno dei camp più belli della mia vita: Bollenti Spiriti Camp a Bari. Centinaia di giovani idee pensate e realizzate da giovani pugliesi, una sorta di Bar Camp della creatività, organizzato dalla regione (Nota: domenica c’è stato anche il PolitiCamp, un open space di discussione collettiva tra circa 500 partecipanti che hanno proposto idee e soluzioni su determinati argomenti politici le quali poi andranno a finire in un doc finale che entrerà nell’agenda politica della regione. Scusate se è poco!). Non pensavo in Puglia ci fosse tuta quella roba, eppure è bastato creare un punto di ritrovo e stimolare per far scoppiare davvero una bolgia di positività, energia, … Fotografie qui: http://tinyurl.com/ylesuut. Noi dobbiamo influenzare gli altri lavorando bene, questo penso. E grazie a internet, soprattutto, che ci rende partecipi della stessa voglia che magari non ritroviamo tra i nostri pari quotidianamente.

  5. Grazie Jacopo per questo tuo bellissimo post che condensa riflessioni che faccio quotidianamente e di cui non parlo mai per paura di essere banale, ovvio, retorico. E invece l’hai espressa così bene questa dicotomia. Non tanto tra web e offline quanto tra vite in fermento e vite spente, annientate dal nulla quotidiano. Credo anche io che viviamo in uno spazio privilegiato, a noi coinvolgere, a noi contagiare, a noi estendere questa voglia e questo desiderio di farcela di sogno che per fortuna non mi ha ancora abbandonato.

    Quando scrissi Be Good, un po’ pensavo anche a questo dentro di me.
    Ne parliamo in Umbria.

    A presto, Fil.

  6. Vivo in questo momento una realtà che più che mai mi porta a pensare che tutto stia andando a puttane, purtroppo. Cosa dirti, semmai vedo in giro una voglia di positivo che viene dai più giovani, spero basti per cambiare rotta…

  7. stralike come si suol dire tra noi, (ex)giovani in fermentazione, figli di un ossimoro: estraniarci dalla realtà quotidiana (questa è l’accusa per chi fa della tastiera, una protuberanza delle proprie mani) per viverla meglio 🙂

    (non so se mi spiego)