Sull’impressione di avere a che fare con una realtà straordinaria

Questa sera, a cena, ci sono rimasto un po’ male.

L’incipit è stato facile, si trattava delle recenti notizie di cronaca che vedono diverse ombre abbattersi sulla Protezione Civile, su Guido Bertolaso e sul suo operato di questi anni. Ci è voluto poco, poi, per mischiare politica e realtà quotidiana. Quella del grande fratello e di studio aperto, delle politiche locali e del menefreghismo generale.
Ci è voluto poco, ancora, per arrivare alla facile conclusione che tutto stia andando a puttane e che le opportunità siano idee artefatte lontane dal nostro quotidiano.

Ci sono rimasto male perchè ho provato in tutti i modi a convincere gli amici con cui ero a cena del contrario, portando come esempio quello che vivo tutti i giorni, qui, in rete.
Perchè, e scusatemi se posso apparire banale, la realtà con cui mi confronto nel quotidiano ha una vitalità straordinaria. I blog che leggo, voi che lasciate commenti, le persone che incrocio sui social network raccontano un’Italia fatta di idee e di vivacità. Di emozioni e positività. Di voglia di reagire, e di emergere. Una realtà che forse è minoritaria, io non me ne rendo conto, ma in cui ho grandissima fiducia. Siamo troppo giovani per pensare di non avere abbastanza opportunità.

Peccato non ci sia riuscito, ed ognuno sia andato a letto con le proprie convinzioni.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta

9 Commenti

  1. Pubblicato 12 febbraio 2010 alle 08:51 | Link

    La rete ribolle di idee come il mosto in fermentazione, ed è bello sentir parole come fiducia e opportunità che dovrebbero essere la bandiera della nostra generazione. Abbiamo 30 anni, dovremmo essere la spina dorsale che tiene in piedi l’Italia.
    Però non sono convinto, e più ci penso e più mi sembra, e passami il francesismo, che siamo veramente nella merda.

  2. Pubblicato 12 febbraio 2010 alle 09:13 | Link

    Quanto ti capiamo! E’ proprio quello che proviamo “quasi” quotidianamente: un’energia, speranza, idee e ottimismo nelle relazioni e opprtunità che si creano online, sia con persone italiane che estere e ed il terreno fatto di sabbie mobili dove è pressoche impossibile uscire della vita quotidiana. Spero che un giorno, un solo giorno, arrivi la svolta che tutti noi proattivi, energetici, ottimisti, curiosi e vogliosi di fare, stiamo aspettando… e che anche noi ci sentiremo, per qualche cosa, fieri del paese dove viviamo…

  3. Pubblicato 12 febbraio 2010 alle 09:45 | Link

    La realtà supera il web. Proprio alcuni minuti fa io e davide (cocco) stavamo facendo le tue stesse considerazioni. Pare che la politica e la quotidianità facciano a gara per ostacolare chi ancora ci crede. Ma io sono ottimista, e anche se non molto attiva nel web, continuo ad incontrare persone che hanno voglia di reagire e che lo fanno concretamente. Basta avere un pò di fiducia e anche la realtà è pronta a darti tutto quello che ha.

  4. Pubblicato 12 febbraio 2010 alle 10:34 | Link

    Guardiamo il lato positivo. Sabato scorso sono stato a uno dei camp più belli della mia vita: Bollenti Spiriti Camp a Bari. Centinaia di giovani idee pensate e realizzate da giovani pugliesi, una sorta di Bar Camp della creatività, organizzato dalla regione (Nota: domenica c’è stato anche il PolitiCamp, un open space di discussione collettiva tra circa 500 partecipanti che hanno proposto idee e soluzioni su determinati argomenti politici le quali poi andranno a finire in un doc finale che entrerà nell’agenda politica della regione. Scusate se è poco!). Non pensavo in Puglia ci fosse tuta quella roba, eppure è bastato creare un punto di ritrovo e stimolare per far scoppiare davvero una bolgia di positività, energia, … Fotografie qui: http://tinyurl.com/ylesuut. Noi dobbiamo influenzare gli altri lavorando bene, questo penso. E grazie a internet, soprattutto, che ci rende partecipi della stessa voglia che magari non ritroviamo tra i nostri pari quotidianamente.

  5. mugellesi ivano
    Pubblicato 12 febbraio 2010 alle 11:12 | Link

    Bravo. Bisogna essere positivi , crederci e lottare.

  6. Pubblicato 12 febbraio 2010 alle 19:45 | Link

    Grazie Jacopo per questo tuo bellissimo post che condensa riflessioni che faccio quotidianamente e di cui non parlo mai per paura di essere banale, ovvio, retorico. E invece l’hai espressa così bene questa dicotomia. Non tanto tra web e offline quanto tra vite in fermento e vite spente, annientate dal nulla quotidiano. Credo anche io che viviamo in uno spazio privilegiato, a noi coinvolgere, a noi contagiare, a noi estendere questa voglia e questo desiderio di farcela di sogno che per fortuna non mi ha ancora abbandonato.

    Quando scrissi Be Good, un po’ pensavo anche a questo dentro di me.
    Ne parliamo in Umbria.

    A presto, Fil.

  7. Pubblicato 13 febbraio 2010 alle 01:14 | Link

    Vivo in questo momento una realtà che più che mai mi porta a pensare che tutto stia andando a puttane, purtroppo. Cosa dirti, semmai vedo in giro una voglia di positivo che viene dai più giovani, spero basti per cambiare rotta…

  8. Pubblicato 13 febbraio 2010 alle 01:16 | Link

    stralike come si suol dire tra noi, (ex)giovani in fermentazione, figli di un ossimoro: estraniarci dalla realtà quotidiana (questa è l’accusa per chi fa della tastiera, una protuberanza delle proprie mani) per viverla meglio :)

    (non so se mi spiego)

  9. Pubblicato 13 febbraio 2010 alle 01:18 | Link

    Ti spieghi benissimo.

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