
A proposito di quanto scritto la settimana scorsa, e mi riferisco al progetto comunemente noto con il nome di My Feudo, vorrei solo dire che costruire il proprio blend è molto più difficile di quanto possa sembrare. Davvero.
E che l’assemblaggio finale, ci pensiamo sempre poco, è l’ultima fatica di un percorso molto più lungo, che nasce anni prima, in vigna.
Ho scritto di questa prima superficiale impressione sul sito del progetto stesso, in attesa di rivelare l’esatta composizione del mio assemblaggio.
Anche se, certo, posso anticipare di avere fatto fatica con il Merlot, che in ogni possibile percentuale mi sembrava ospite inatteso. E che forse sarà blend scorbutico e difficile ma in fondo sarà quello per cui era nato, ovvero un piccolo specchio dei gusti di chi lo ha costruito.



2 Commenti
e allora prova a ribaltare tutto : usa in proponderanza merlot e fai diventare ospiti gli altri …
Eh. Ne ho provate tante.
Se non ricordo male avevo tentato la strada di un 50% di Merlot e rispettivamente 25% di Cab. Sauvignon e di Petit Verdot. Però no.
Un Trackback
[...] Avevo già scritto di quanto non avrei voluto essere nei panni dell’enologo. Per fortuna, posso dire oggi. Il mio My Feudo, com’era ampiamente prevedibile, è blend da dimenticare. [...]