in Assaggi, Francia, Provenza

Bandol AOC – Château Pradeaux 2001

Mourvèdre 90%, Grenache 10% | 20-30 €

Mi ero ripromesso di evitare di scrivere di non-italiani. Il pericolo è che si perda il senso e che vengano fuori bevute decontestualizzate dalle loro zone di produzione.
Con le dovute eccezioni, però. La denominazione in questo caso è quella del Bandol, Provenza, (molto) famosa per i suoi vini rosati, (un po’) meno per i rossi, volendo generalizzare.

Château Pradeaux nello specifico è una delle prime bottiglie della mia giovane cantina. In particolare, dopo averlo assaggiato in Francia lo cercai per le vie di Aix-en-Provence con il preciso scopo di aspettarlo qualche anno, che allora sembrava troppo scorbutico, ma di sicura stoffa.

Ed eccomi qui, oggi, dopo cinque anni ed un po’ di mesi, ed è incredibile come ancora andrebbe aspettato. Ancora ed ancora. Voglio dire, qui si tratta di vino davvero impenetrabile, rosso rubino scurissimo. E a cercarla forse qualche nota di colore più evoluta si trova, ma solo impegnandosi.
La macchia mediterranea è lo specchio del naso: profondo, puro, lineare, complesso. Marmellata di ciliegie, aromi caldi e terziari come solo le spezie sanno esserlo. E poi tabacco, gomma, fiori e frutti rossi, certamente passiti al sole.
La potenza viene fuori prepotentemente all’assaggio. Quindici gradi dichiarati in etichetta. Di più, in bocca. E’ masticabile, con un’acidità sferzante, di una stoffa rara e con una trama tannica che in Italia si ritrova di rado. Lunghissimo e concentrato, l’idea è di un assaggio quasi fuori moda, però impeccabile, ma solo se rendo l’idea.

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