in Assaggi, Italia, Piemonte

X & Y, ovvero due modi di concepire lo stesso vino

X&Y

Ecco, si potrebbe semplificare e dire che ci siano persone che parlano e persone che fanno. Si potrebbe dire così, senza affermare che una cosa sia necessariamente migliore dell’altra. Sarebbe un bell’incipit, quantomeno.

In tal caso, quindi, Paolo Carlo Ghislandi, ovvero Cascina i Carpini, cantina nel tortonese, in provincia di Alessandria, farebbe definitivamente parte della seconda categoria.

Mi spiego. Si scrive e si parla di quà e là delle differenze tra i cosiddetti vini “naturali” ed i vini “normali” o “industriali” (e già sull’uso e la scelta di questi termini ci sarebbe da discutere, molto). Tutti hanno diverse opinioni e punti di vista. Anche i produttori al centro di questo dibattito sono gli stessi ad essere riuniti in associazioni e movimenti che differiscono sotto diversi aspetti. Triple A, Vin Natur, Vini Veri etc. Quali le differenze? Quali gli approcci?

Ma andiamo con ordine.
Il nostro, un giorno, stanco e con voglia di fare chiarezza sulla questione ha deciso di accantonare per un momento ogni possibile risvolto filosofico e provare ad affrontare la questione in termini produttivi. Nello specifico ha voluto verificare se l’uso di lieviti selezionati tenda o meno a standardizzare il risultato di una vinificazione, come spesso si dice e si legge in giro. Se privino o meno un vino, quindi, di alcune caratteristiche date dall’unicità del terroir di origine.

Ed ha ideato i vini gemelli.
Due vini, ottenuti dalla stessa vendemmia di un’unica vigna divisi subito prima della fermentazione in due identiche masse. Stesse condizioni ambientali, uguali vasche d’acciaio.
Una è stata vinificata “tradizionalmente”, inoculando lieviti selezionati, e l’altra “naturalmente”, lasciandola fare da sola. E si, se ve lo state chiedendo, sto semplificando, almeno un po’.
Ecco quindi due vini, fatti in parallelo ed imbottigliati lo stesso giorno. Due vini, uguali ma diversi. Gemelli, insomma.

Su Vinix, social network dedicato al vino, poi, ha spiegato l’iniziativa e cercato persone interessate a provare il risultato di questo esperimento. Ci è voluto poco, questione di ore e tanti appassionati da tutta Italia avevano espresso interesse per riceverli. Tra cui il sottoscritto, appunto.

Io, per inciso, ancora non so quale delle due bottiglie sia cosa. Ma un’idea me la sono fatta.

Perchè uno dei due vini (X) è sembrato subito più elegante. In particolare pareva bevuta dritta, caratterizzata da un naso piuttosto lineare, che inizialmente faticava ad aprirsi ma che poi svelava sentori anche minerali, guadagnando in profondità. La spalla acida ed il tannino verde erano quelli di una bevuta straordinariamente giovane ma con un suo perchè. Un vino che rimaneva spigoloso ed ancora non completamente armonico ma apparentemente fedele a se stesso.

Il secondo invece (Y) è apparso vino che giocava le proprie carte su intensità e (qualche) morbidezza. Frutti rossi, per capirci. Ad un attacco nervoso affiancava uno spessore di diversa architettura, quasi fosse più irruento, nella sua giovinezza. Più lungo? Si. E più intrigante, anche, nel suo essere capace di svelare tratti di maggiore profondità.

Ecco perchè, ma va detto che i miei compagni di questo particolare tasting panel non la pensavano necessariamente allo stesso modo, azzardando un giudizio che credevo molto più semplice, il secondo (Y) era tra i due quello più “naturale”. Opinione mia.

Ed aspetto conferme o smentite.

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Commento

  1. Caro Jacopo grazie per il tempo e per il contributo che subito annoto in coda ai tanti provenienti dall’Italia Intera.

    Non potendo in alcun modo ancora commentare senza tradire il segreto che son ancora costretto a mantener tale, mi permetto solo osservare, rileggendo gli esiti di così tanti degustatori professionisti e non, quanto davvero il vino ( per fortuna ) non sia elemento così semplice da parametrare oggettivamente.

    Avrai notato quanto la componente umana giochi un ruolo determinante e quella, per natura sua è fieramente soggettiva.

    Al mio rientro da Eat-Alia, dove avrò condotto l’ultimo tasting panel, svelerò il mistero, ti prego di considerarlo il mio umile “regalo di Natale” a te e a tutti gli amici 2.0

    Paolo

Webmention

  • X & Y, certo, uno dei due era naturale | Enoiche Illusioni 1 dicembre 2009

    […] ripeto. Credo che il tasting panel che Cascina i Carpini ha portato avanti con i due vini gemelli, ovvero con due vini uguali ma trattati in cantina in modo differente, uno vinificato con lieviti […]