-
Enoiche Illusioni?
-
Email
jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com -
-
In touch
-
Archivio
-
Tag Cloud
Aglianico del Vulture Amarone della Valpolicella Antonelli Arnaldo Caprai Associazione Italiana Sommeliers Barbera Bloggers Bolgheri Brunello di Montalcino Cabernet sauvignon Camillo Donati Castello della Sala Champagne Chardonnay Chianti Classico Collecapretta Dolcetto Filippo Ronco Franciacorta Gewürztraminer Grechetto Intravino Jermann Lambrusco Lungarotti Maremma Merlot Montepulciano d’Abruzzo Palazzone Piacere Magazine Pinot nero Poggio Argentiera Rosso di Montefalco Sagrantino di Montefalco Sangiovese Santa Margherita Sauvignon Screwcap Tappo a vite Tasting panel Terroir Vino Trebbiano Spoletino Vini naturali Vinitaly Vinix Live!-
-
Creative Commons



Fast Good // Il turismo goloso e l’Umbria
Dal consueto editoriale di Piacere Magazine.
—
Sei un turista. Anzi no, peggio. Sei un turista enogastronomico.
Ma andiamo con ordine.
Secondo Tripadvisor – la più importante community al mondo in tema di viaggi – la meta privilegiata dell’enoturismo mondiale sarebbe la Francia. Bordeaux, per la precisione. A seguire Napa Valley, in California, e la Toscana, unica zona vitivinicola italiana nelle prime dieci posizioni.
Niente di nuovo, certo.
Sul sito in questione i dati vengono raccolti grazie ai milioni di feedback che ogni giorno i visitatori lasciano sui luoghi, hotel e ristoranti in particolare, che hanno recentemente visitato. Tu stesso, che sei viaggiatore accorto, prima di avventurarti in una città perlopiù sconosciuta cerchi su Tripadvisor quali siano i posti con il rating migliore.
E poi: i musei ti interessano relativamente poco. Hai smesso di provare ad interessarti all’arte ormai anni fa. Lo shopping ti annoia e l’architettura ti affascina, ma solo a guardarla da lontano. Quello che davvero ti interessa è quello che ha a che fare con le tradizioni locali, con gli usi alimentari e le produzioni regionali, in particolare quelle legate al vino. Pensi che il cibo sia vettore di una cultura e di valori legati al territorio. Per non parlare della tua passione per i ristoranti. No, la guida Michelin non è un’opinione ed una grande tavola può valere ben più di una deviazione.
Sei turista difficile da accontentare.
Ti sposti in aereo o con collegamenti ferroviari rapidi preferendo la possibilità di raggiungere la tua meta il più facilmente possibile. Vale anche per i mezzi pubblici una volta arrivato. Sogni una ristorazione alberghiera di qualità. A cena non è necessario che il menu sia in inglese, ma ti piace quando qualcuno è in grado di spiegartelo. Naturalmente apprezzi le bellezze naturalistiche e le strutture in grado di valorizzarle al meglio. Gradisci le professionalità in loco, capaci di illustrarti i percorsi migliori per le tue necessità. Quando visiti una cantina, vale il discorso della lingua straniera, vorresti sia possibile acquistare alcune bottiglie, come effettuare degustazioni guidate e magari trascorrere qualche momento in vigna.
Per farla breve, apprezzi che ci sia un sistema turistico in grado di accoglierti al meglio.
In Umbria, a voler dare qualche numero, si contano circa due milioni di arrivi turistici all’anno di cui circa seicentocinquantamila stranieri*.
E tu non sei necessariamente tu, od io. Ma ognuna di quelle persone – si valuta intorno al sette per cento – che vengono in regione principalmente per motivi enogastronomici. Centoquarantamila circa ogni anno, in aumento. Mica briciole.
Sappiamo riceverli al meglio?
*Fonte: Rapporto annuale 2008, Servizio Turismo, Regione Umbria