in Buone idee

I vinini, ovvero quello che vorrei bere

Era un po’ che mi girava per la testa di dedicare un post all’argomento. Aspettavo però di avere un po’ di materiale, di vinini, di cui scrivere.
In verità poi è capitata la settimana del pinot nero e una cosa tira l’altra ed è successo che non abbia abbastanza schede. Ma non volevo rimandare ancora.

Perchè la definizione dei vinini è una delle cose più interessanti nate in rete in questo 2009 che ci stiamo lasciando alle spalle. Tutto nasce da un’idea di Angelo Peretti, giornalista e tenutario di Internet Gourmet. Prima era un’idea, ripresa anche da altri, poi è diventato l’elogio del vinino.

Il vinino, per chiarire, è quello “che si beve”, che non ha niente a che vedere con quelle bottiglie grosse e muscolose che magari sono subito ammalianti, da degustare, ma che ad un bicchiere difficilmente ne segue un altro. Sono vini facili ma allo stesso tempo intriganti, vini da tutti i giorni, economici e belli. Un mondo da scoprire, e rilanciare con forza.

Il formato perfetto, poi, grazie ai prezzi spesso concorrenziali dei vinini, sarebbe la bottiglia magnum, quella da un litro e mezzo. Darebbe loro importanza e visibilità. Lo dice Aristide, ed io lo quoto senza esitazioni.

Vinini quindi, c’è anche una sorta di manifesto.

“Nell’epoca del dominio globale dei vini concentrati, tannici ed alcolici, rivendichiamo il diritto alla piacevolezza dei vini da bere.
All’estetica autoreferenziale della degustazione anteponiamo l’immediatezza appagante della freschezza fruttata e della sapidità.
Alla razionalistica dittatura della valutazione centesimale opponiamo l’umanistica vocazione alla convivialità del vino, simbolo della condivisione e della fraternità.
Rifiutiamo l’omologante gusto internazionale nel quale è smarrita ogni specificità, sostenendo l’unicità del vino che interpreta il sapere gastronomico d’un territorio.
Rifuggiamo dall’ossessiva ricerca della perfezione enologica, preferendo il vino nel quale si sostanzi l’irripetibile comunione dell’ambiente naturale e dell’ambiente umano.
Promuoviamo l’onesto piacere del vino come risposta all’incoltura dell’eccesso ed alle opprimenti teorizzazioni del dilagante neoproibizionismo.”

Non è bellissimo?

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Commento

  1. Sì, è molto bello.
    Ora sarebbe anche più bello trasformare il tutto in un’iniziativa concreta. Dici bene: l’argomento “vinini” è una delle cose più interessanti sviluppatesi sulla rete nel 2009. Dopo le feste sarebbe bello poter fare il punto e rilanciare.

  2. E’ bellissimo, condivido in pieno tutti i punti del “manifesto”.Perchè alla fine di tutto, vini guida,vni veri vini A, B, C ,quello che appaga è il piacere che un vino ti lascia per il tuo gusto personale.P.S complimenti per la tua descrizione del pinot nero di Carlotto quel vino è proprio cosi.

  3. Angelo, Giampiero, fatemi sapere, sono interessato.

    Massimo, non lo so, ma direi più si che no. Voglio dire, se poi hanno profondità inaspettate senza pagare in bevibilità non sono vinini perfetti?

    Ivano, grazie, grazie!

  4. Dopo le imminenti Feste sarebbe bene “fare il punto”; è una iniziativa urgente e, secondo me, deve anticipare ampiamente il Vinitaly anzi, fosse possibile, arrivarvi già carica di se.
    Chissà che non vi trovi una spazio !!! Vedremo.

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