Hartmann Donà

Hartmann

Quello che ti colpisce quando Hartmann parla della sua terra è il suo amore per le viti. Cose quasi vecchie, dal sapore antico, dai trenta ai cinquant’anni. Pinot nero, soprattutto. Ma anche schiava, pinot bianco, chardonnay, lagrein.
Tutti a Merano. Pochi ettari, rese bassissime, quindicimila bottiglie. Per rendere l’idea.

Ti guarda negli occhi e ti dice che non gli pesa lavorarle da solo per cinque o sei settimane, nonostante freddo e neve. Da lì la mente trae l’energia sufficiente per affrontare l’anno successivo.

Ti stupisce anche il fatto che in così poco tempo il risultato del suo lavoro sia chiaro e definito. Perchè no, Hartmann non segue le sue vigne da sempre, anzi. Dopo enologia ci sono voluti più di dieci anni da Terlano, cantina di numeri e di eccellenze a pochi chilometri da casa, prima di decidere di smettere di vendere le uve dei propri vigneti a Colterenzio per vinificare da sé. E poi ancora qualche tempo per trovare il tempo di fare anche qualche consulenza. Tra le altre la mitica Fattoria San Lorenzo nelle Marche e l’emergente Roccafiore in Umbria.

E’ cantina recente la sua quindi. Il primo Donà Noir, il suo pinot nero, porta in etichetta il 2000. Il Donà Rouge, protagonista la schiava, il 2001. E se poi si pensa che del primo cinque vendemmie sono sempre in affinamento (tre in bottiglia e due ancora in botte) ci si rende conto che, in effetti, da allora ad oggi sono state commercializzate solo cinque annate e che è cantina ancora giovane. Dalla spiccatissima personalità però. La mano di Hartmann sembra muoversi precisa e definita, dando a tutti i suoi vini un comune denominatore. La schiava per dire rivede radicalmente i confini normalmente conosciuti di questo vitigno. Niente di femminile, colori impenetrabili per un vino rosso di gran corpo. Il pinot nero poi è bevuta impattante, di enorme carattere, capace di coniugare complessità, intensità, eleganza. Sul lungo periodo è capace di emergere in finezze, in sensazioni sottili, a donare profondità.
E’ cantina (e cantiniere) di cui si sentirà parlare sempre di più. Sicuro.

Poi certo, cambiando completamente argomento e volendo essere autoreferenziali si potrebbe dire io non sia tornato subito subito. Quasi, però. Il giusto per riordinare il tutto. E ricominciare.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Produttori, Trentino-Alto Adige | Tag: , , , , | Commenta

9 Commenti

  1. Pubblicato 25 novembre 2009 alle 13:42 | Link

    Bentornato, e complimenti per il nuovo corso

  2. Danny
    Pubblicato 25 novembre 2009 alle 13:44 | Link

    Un bentornato a questo bellissimo “blog alcolico”!

  3. Pubblicato 25 novembre 2009 alle 14:02 | Link

    Sarà bene che me ne procuri qualche boccia. Bentornato in sella.

    Fil.

  4. Pubblicato 25 novembre 2009 alle 16:27 | Link

    Antonio, grazie. Ci vediamo presto.

    Danny, tanto lo sai che è *tutto* merito tuo. O no?

    Fil, vado a cercarla. ;)

  5. Pubblicato 26 novembre 2009 alle 00:38 | Link

    subito subito, no, ma presto presto si…
    Un saluto

  6. Pubblicato 28 novembre 2009 alle 18:51 | Link

    Caro Jacopo ci fa veramente piacere che tu sia ritornato a scrivere sul tuo blog. Il nostro augurio è quello di trovarci a bere insieme.

    Bere è Sapere

  7. Pubblicato 29 novembre 2009 alle 03:12 | Link

    Massimo, Hai visto? Speriamo ci sia presto occasione di incrociarci. ;)

    Ragazzi, grazie, quando volete.

  8. aldo
    Pubblicato 2 dicembre 2009 alle 13:06 | Link

    Di questo produttore rimasi colpito qualche anno fa, quando assaggiando il ROUGE alla cieca dissi……..”pinot nero”…..invece era quasi tutta schiava…….
    Il NOIR invece lo trovai abbastanza segnato dai legni. Purtroppo non l’ho piu’ trovato in giro,in qualche rassegna dove prima s’infilava……spero presto di riassaggiarlo…….

  9. Pubblicato 2 dicembre 2009 alle 15:25 | Link

    Ciao Aldo, anche io non sono atato immune a grande stupore dopo il primo assaggio di Donà Rouge..
    Ho trovato il Noir non sempre compostissimo. Poi però mi sono imbattuto nel 2002 ed ho dovuto togliere il cappello, era di una linearità stilistica impeccabile.

2 Trackbacks

  1. [...] Vai al contenuto Sottoscrivi via emailLa (mia) carta dei viniI produttoriDi cosa si tratta « Hartmann Donà 26 novembre [...]

  2. Scritto da Umbria IGT – Roccafiore, Rosso 2007 | Enoiche Illusioni il 23 marzo 2010 alle 12:24

    [...] precisione stilistica che accomuna tutta la produzione. E che poi è anche tipica dei vini di Hartmann Donà, ne avevamo già parlato tempo [...]

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