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Velocemente sul tappo a vite

Screw-capAvevo già manifestato in passato la mia passione, non solo estetica, per i tappi a vite.

Bhè, non sarà un trattato tecnico, ma che bello leggere queste poche righe di Antonio Tombolini di ritorno da Merano Enoblog 2009:

“il tappo di sughero è fottuto, non ha più motivo di esistere. E anche la balla che sì, vanno bene i tappi alternativi per i vini giovani, ma per i vini da invecchiamento… è per l’appunto una balla. Il tappo a vite è la soluzione migliore, anche e soprattutto per i vini da inveccchiamento. Le trasformazioni che contano sono quelle anaerobiche, e il tappo a vite ha solo un effetto benefico, rispetto al sughero: le rallenta, rendendo più longevo e mantenendo più integro il vino. Full stop.”

ed il commento in proposito di Gianpaolo Paglia, di Poggio Argentiera:

“…In molti paesi, Nuova Zelanda ad es (che, tanto per dire spunta il prezzo medio piu’ alto di vendita in paesini come la Gran Bretagna, prima ancora di Francia e molto prima dell’Italia), e’ dato per scontato che il tappo a vite sia migliore. Hanno fondato un consorzio per la promozione e la divulgazione dei benefici della chiusura a vite, ogni produttore ha versato qualcosa. Mi diceva un paio di anni fa il loro chariman che gli avanzano dei soldi in bilancio, perche’ tanto non gli serve piu’ spiegarlo, ormai e’ dato per scontato e sono circa il 95% i produttori kiwi che li usano…”

Ci tornerò, anche con aspetti più tecnici. E’ questione che mi sta davvero a cuore.

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16 Commenti

  1. Come non darti ragione, il tappo vite eliminerebbe molti problemi per noi e abbasserebbe il costo della bottiglia finita. Come dico sempre però è il cliente che deve capire queste cose altrimenti è difficile da imporre specialmente qui in Italia dove le tradizioni sono un must.

  2. Rispettoso delle idee di ciascuno, mi permetto di osservare che il vino non ha solo un piano materiale, fisico, materialistico…

    Ovviamente mi riferico al VINO come prodotto della sensibilità umana, condita di scienza e metodo, farcita di emozione.

    Per assurdo il miglior tappo per un vino eccellente sarebbe quello che non c’è ( come l’isola ) … ovviamente è una provocazione, pensate però al vino come una cosa viva, pensate di potervi evolvere sotto una campana di vetro o in totale isolamento ??

    Il vino in quanto vivo se VINO deve potersi evolvere ( almeno io sperimento questo ) e quindi oggi come oggi trovo nel sughero ( quello VERO e RARO ) un valido alleato.

    Con rispetto per l’altrui pensiero

    Paolo

  3. Grazie Paolo del tuo prezioso intervento.

    Il romanticismo rappresentato dal tappo di sughero è qualcosa che non può essere imitato, ma pensi che il tappo a vite o a corona lo isoli davvero in modo così definitivo? O forse può evolvere, ugualmente, ma in modo diverso?

    Sono spunti molto interessanti.

  4. Curiosamente l’anno scorso assaggiai un vino di una cantina australiana assai bistrattata, Yellow Tail, se non ricordo male un Semillon e Sauvignon Blanc in uvaggio e rimasi colpito da 3 cose: il tappo a vite, la freschezza del prodotto ed il prezzo, meno di 4 euro. E’ un argomento interessante, quello dei tappi, del quale io non conosco un acca, ma che sarebbe carino approfondire. Ciao Massimo

  5. Secondo me forse l’uso del tappo a vite può avere grandi vantaggi (ho bevuto un vino altoatesino con tappo a vite )ma potrebbe creare problemi alle piccole aziende prodruttrici di tappi che già cè la crisi poi le buttiamo giù…..I vantaggi sono indubbi tenuta migliore,conservabilità post apertura, costo inferiore,bottiglie un tempo buttate potrebbero salvarsi e tante altre cose ma volete mettere la magia di aprire un brunello, un barolo o un vino a piacere e sentire gia le sensazioni che darà dal tappo bè come si dice da me ….. è n’antra cosa

  6. ogni volta che ho trovato un tappo a vite (l’ultima sul magnfico Cloudy Bay) sono rimasto favorevolmente colpito, anche dal punto di vista esperienziale non mi ha tolto niente.
    penso che come tutto anche il tappo a vite avrà una sua evoluzione e che alla fine arriverà qualcuno, ne proporrà una variante talmente efficace che non ci saranno più scuse .

  7. Dal punto di vista prettamente “emozionale” prediligo sicuramente il caro e vecchio sughero, è sempre emozionante tagliare la capsula, “estrarre” quel tappo che magari da anni proteggeva un nettare paradisiaco, da amante dei buoni vini, preferisco non perdere la testa quando stappo qualche vecchia annata attesa con pazienza e buttata nel lavandino per colpa del TCA

  8. Sono parte in causa, lo so, ma permettimi lo stesso di dire due cose Jacopo. Confesso una mia resistenza nei confronti del tappo a vite: comodo, stiloso, ma freddo. Il sughero invece vive e cresce con il vino. Certo molto meglio un tappo a vite del tappo in agglomerato – ahimè usato anche da alcuni birrifici belgi – che provoca sempre tristezza infinita.
    Detto questo credo che alla fine sarà il mercato a decidere e si formerà un equilibrio fra sughero e vite che accontenterà (forse) tutti.
    Noto comunque che l’argomento attizza.

  9. Attizza, eccome.
    Sono d’accordo con te comunque Davide, per quanto se ne possa parlare vedremo crearsi un equilibrio tra le due chiusure a scapito (lo spero anche io) del tappo plasticone.

  10. Dopo aver fatto indigestione di tutti i problemi che i produttori incontrano con i tappi di sughero, settore che ho curato per un po’ di tempo, nonostante io concordi con Paolo Ghislandi sull’aspetto romantico, non posso che aprirmi anima e còre ai tappi a vite.
    I tappi agglomerati o sintetici del resto mi trovano sostenitrice da tempo.
    E un altro pensiero mi sostiene: fatta salda la qualità del vino, il romanticismo – quando ci si rende conto che è un fattore rilevante (ma nn lo è in tutti i mercati) – lo si può anche “indurre un filino” con una comunicazione appropriata.

  11. In questo momento sul tappo mi prendi nel vivo, sto impazzendo per trovare un fornitore del quale fidarmi dopo aver fatto esperienze di tutti i tipi.

    Per i miei vini pretendo tappi di primissima scelta, naturali e non trattati, stagionati lentamente, ponderati a mano e li pago.

    Sembra che, a parte le promesse commerciali, questa crisi mondiale abbia causato l’impossibilità di dare sicurezze di alto livello.

    Per me sughero sempre, a meno che finisca a dovermi piegare per irreperibilità di fornitori seri sul mercato.. sigh !

    Ciao
    Paolo

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  • Una giornata di collegamenti: il tappo a vite (o screwcap) | Enoiche Illusioni 13 ottobre 2009

    […] Amo il tappo a vite. Ma lo sapevate già. Grande sorpresa nello scoprire su Internet Gourmet che Pieropan, forse il più importante […]