in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia, Italia, Parlo da solo

Sorprese

Radikon

La giornata era andata così. Ed entravi in osteria, una dove non eri mai stato, senza grandi aspettative. Un posto aperto da relativamente poco, sulle ceneri di una precedente attività.
Sfogliavi la carta dei vini sperando di trovare qualcosa di interessante, magari senza spendere troppo. Era tutto così scontato, però.
Solo dopo un aperitivo l’occhio cadeva sull’etichetta nota, nella cantinetta lì vicino. Eppure Radikon in carta non c’era. Anche ora ne sei più che certo. Allungavi allora la mano, la prendevi e non ti pareva vero. Un duemila, e non era l’unica. Bottiglie che erano lì da tempo, di sicuro, magari della precedente gestione.
Così, con la faccia distaccata, chiedevi all’oste se erano da consumarsi, e se il prezzo era accessibile. “Te le faccio a quindici euro, anche dieci” rispondeva lui, completamente disinteressato a produttore e contenuto.
Un miracolo, praticamente.
E la giornata, nel frattempo, prendeva tutta un’altra piega.

Per la cronaca, l’Oslavje 2000 era bevuta stupenda, avvolgente, viva. In particolare il naso aveva una profondità rara ed in bocca un sorso ne chiamava immediatamente un altro. Emozionante, a dire poco.
La Ribolla gialla, sempre 2000, era bottiglia più stanca, mancava di quel guizzo di acidità nonostante un colore brillante ed un naso definitissimo. Nobile, nonostante tutto.
Lo Jakot, il Tokaj, 2001, era esattamente come le aspettative: giusto, giustissimo. Equilibrato, la bocca si riempiva di noci e mandorle pur rimanendo secca e puntuale. Una bevuta distinta.

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Commento

  1. Ottimo Massimo, sono felice di conoscerti *per davvero*!

    Andrea, dici? Non volevo dare questa impressione. Anzi, queste sono tutte bevute bellissime, emozionanti, di cuore e di terra. Le (mie) parole non bastano per definirle.

    Nan, piacere di conoscerti, prima di tutto. 😉 Radikon è un riferimento assoluto, almeno per il sottoscritto. Quando ho cominciato a provare a bere qualcosa consapevolmente mi sono subito imbattuto in quel produttore che imbottigliava in bottiglie da un litro. Un amore a prima vista, che continuo a portarmi dietro..

  2. e 2…diventa irresistibile commentare a questo punto.
    io ho trovato una CASSA di Oslavje 2000 e, anche io, conservata da persona inconsapevole del tesoro che possedeva. Bevute incredibili, non repicabili con nessun altro vino italiano. Parliamo probabilmente di un’annata memorabile per Radikon: le mie bottiglie non erano conservate con attenzione e nonostante questo sono risultate sorprendenti. Inizio a pensare che ci siano molte cose che uniscono i nostri percorsi (vivo anche io nella città del Civico…). Chissà che un giorno non ci capiti di discutere assieme di questa comune passione, magari davanti ad un bicchiere. Ti seguo con attenzione. Buon lavoro

  3. che culo!…si può dire?
    uno dei miei grandi amori Radikon, incontrato tanto tempo fa quando ho iniziato anch’io a bere con maggiore consapevolezza (bella definizione)
    Ah…mi piace come stai scrivendo di vini ultimamente, qualcosa è cambiato in te 🙂

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