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Barbaresco Riserva DOCG – Dante Rivetti, Bricco de Neueis 1996

Barbaresco Riserva DOCG - Dante Rivetti, Bricco de Neueis 1996Uvaggio: Nebbiolo | Prezzo: 20-30 €

Va sicuramente detto che ci sono stati diversi momenti di forse. Era il momento giusto, per esempio? Ma quando dovrebbe esserlo, eventualmente? Perchè appena aperto per diverse decine di minuti era assaggio timido, ha preteso il suo tempo. Perchè, è poi apparso chiaro, trattasi di bella stoffa. Un Barbaresco che riesce contestualmente ad unire concentrazioni e finezze, sapidità e profondità.

Vivo, dal colore rosso granato, il naso esprime soddisfazioni e certezze. Intensità, prima di tutto, di quella che ti travolge e ti porta lontano con il pensiero. Gentile però, fine. E se scriverò più del solito di quelli che vengono normalmente definiti riconoscimenti sono certo mi scuserete che, per una volta, ne vale certamente la pena.
Perchè è vino dall’attacco deciso e definito, appena balsamico, certamente fruttato. Marmellata di prugne. I sentori terziari tendono ad avvolgere lo spettro olfattivo, confondendosi e rendendolo compatto ed affascinante. Liquirizia, inchiostro, cuoio, cannella, caffè, tanto per dire – senza approfondire troppo.
In bocca è bevuta secca, netta, definita in ogni sua componente. Penso al tannino, puntuale. Al finale, appena largo, in cui emergono sentori di sottobosco a donare profondità. Alla lunghezza, comunque piacevole.

Una bevuta giusta, altrochè.

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Commento

  1. Bè con un barbaresco del genere è facile degustare ihihihihih…p.s scherzo… comunque secondo me il periodo giusto di degustazione non esiste,può essere soggettivo o relegato solo ad alcuni vini. Magari un vino regala sensazioni ad un anno di età (che possono piacere) e magari a 10 20 anni regalare sensazioni diverse.Poi è sempre l’abbinamento che decide quindi ……da me si dice ogni lasciata è persa ….quindi ogni momento è buona per degustare…

  2. Ciao Francesco, sai che a volte io invece mi trovo in difficoltà? Ci sono moli terziari che normalmente non si trovano negli assaggi “di tutti i giorni” e che rimangono a fatica nella memoria. Altri che proprio (almeno io) non conosco. Di fronte ad una certa evoluzione tendo quindi a fare più fatica nello scrivere una scheda completa. 🙂