Organizzare la carta dei vini

CartadeiviniCosì ieri sera, a cena, ho pensato che avrei voluto dedicare qualche riga alla stesura delle carte dei vini, nei ristoranti. E non mi riferisco agli approvigionamenti o alla creazione della cantina, lavoro lungo, faticoso e decisamente territoriale e personale. Parlo proprio dell’impaginato, della lista delle bevande, della descrizione della cantina, della carta dei vini insomma.

E c’è un motivo. Proprio ieri, in questo ristorante poco fuori città, la carta dei vini era organizzata in blocchi, in ordine alfabetico. Mi spiego: la prima pagina era dedicata all’Abruzzo, prima con i vini bianchi poi con i vini rossi, nella seconda era presente l’Austria, nella terza le Bollicine (una regione tutta nuova, in effetti), nella quarta i Bordeaux, etc. Niente in contrario, certo, ognuno è liberissimo di stendere la lista nel modo a lui più congeniale. Da Vissani per esempio, almeno fino all’anno scorso, era interamente in ordine alfabetico: Amaroni, Bordeaux, Brunelli etc. Magari difficile da consultare, ma sicuramente di grande effetto.

Peccato poi ci fossero davvero troppi errori grammaticali o di dizione – non da Vissani, ci mancherebbe, mi riferisco al locale di ieri sera. Ecco quindi il Gewürztraminer che diventava sempre Ghewurstraminer. O che la stupenda Cuvée Cristal di Louis Roederer fosse denigrata in Kristall. E via dicendo.

Ho pensato che allora, forse, un giorno, qualcuno potrebbe capitare su queste paginette ed evere bisogno di qualche spunto. Eccoli:

. La carta dovrebbe essere chiara e facilmente fruibile. Se lunga diverse pagine un indice, all’inizio, può certamente aiutare.

. Io, ma certo è opinione personale, ho sempre apprezzato le liste che cominciano con i vini spumanti, aperitivo ideale, per proseguire con i vini bianchi, i vini rossi, i vini da meditazione ed eventualmente i distillati – se non presenti in una carta interamente dedicata.

. Ogni tipologia, poi, può essere divisa e sottodivisa in vari modi. Il più logico, spesso, è geografico. Che può essere in ordine alfabetico, se i vini presenti sono distribuiti ugualmente per molte regioni, od iniziare con la regione di appartenenza, in caso di carta orientata alle produzioni locali. Si potrebbe dividere, in caso di particolari tipologie, anche per metodo di produzione o sottozona di provenienza.
Qualche esempio? Gli Champagne potrebbero essere divisi per residuo zuccherino. Quindi prima i Brut Sans Année, poi i Pas Dosé, quindi i Blanc de Blancs, i Blanc de Noirs ed infine i millesimati. Per dire.
Alcuni vini potrebbero essere divisi per approccio, moderno o tradizionale in caso di particolari tipologie, penso ai Barolo.
Liste più corte potrebbero concentrarsi su nozioni che solo apparentemente sembrano banali. Quindi vini bianchi freschi, poi aromatici, strutturati. Vini rossi giovani, di media struttura, di grande corpo.

. Belle le carte che indicano le uve utilizzate, è un’informazione in più. Quello che non può mai mancare è il nome del vino, del produttore, l’annata ed il prezzo, ovviamente.

. La carta poi, a proposito del suo aggiornamento, dovrebbe rispecchiare realmente il contenuto della cantina. Va bene che uno o due vini siano finiti, può succedere durante l’arco della serata, ma il giorno dopo dovrà essere corretta.

. Rilegarla o stamparla su carta di particolare pregio, magari in tipografia, non ha senso, a lungo termine. Tutte le cantine hanno una certa rotazione di bottiglie e la carta va aggiornata spesso – vedi sopra. Si potrebbe allora investire in un contenitore con un layout all’altezza, all’inizio, per poi optare per soluzioni rapide ed economiche per la rotazione dei fogli.

. La carta è il biglietto da visita della cantina, come il menu per la cucina. Perchè allora presentare fogli sporchi o strappati?

. Il carattere utilizzato dovrebbe essere chiaro e leggibile, la spaziatura tra le righe ampia . Evitate di scrivere a mano, solo Casa Vissani se lo può permettere senza sfigurare.

. E, per finire, può sembrare banale, non ci devono essere errori grammaticali. Mai.

Edit 27/07/2009: Un consiglio, mi è venuto in mente adesso. Nel caso la carta sia piuttosto lunga evitate, per comodità, di lavorare su di un unico file di testo. Altrimenti ogni piccola modifica andrebbe a rovinare l’impaginato successivo, e per esperienza so quanto possa essere scomodo. Tanti piccoli file, da stampare all’occorrenza, ecco la formula giusta.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: | Commenta

4 Commenti

  1. Pubblicato 22 luglio 2009 alle 11:16 | Link

    Magistrale caro Jacopo, a me sono sempre piaciute le carte come tu descrivi, con un solo particolare in più, che all’inizio vi sia in prima proposta il vino consigliato con il menù del giorno / degustazione e che vi sia una sezione dedicata al vino del territorio.

    Ciao
    Paolo

  2. Pubblicato 22 luglio 2009 alle 12:35 | Link

    Grazie Paolo. Sono d’accordo, in prima pagina è sempre bello vedere magari le proposte al bicchiere. Quanto al territorio certo, l’ho anche scritto. Se la carta è orientata in tal senso.. ;)

  3. Daniele Gallo
    Pubblicato 17 gennaio 2010 alle 12:42 | Link

    Lavoro con passione presso l’hotel Ristorante La Pergola di Magliano Sabina (0744 919841) e sono responsabile della cantina, preziosi consigli ho avuto da lei aprendo la mia mente a nuove idee da mettere in pratica . Grazie e la invito al ristorante per aver la possibilita’di conoscierla di persona .
    Distinti Saluti
    Daniele Gallo

  4. Pubblicato 17 gennaio 2010 alle 17:19 | Link

    Grazie Daniele, grazie mille.

    Se mi troverò in zona sarà certamente un piacere venire a trovare sia lei che la sua carta dei vini! ;)

Un Trackback

  1. Scritto da Come ordinare un vino senza sentirsi idioti | Spigoloso il 22 aprile 2010 alle 18:34

    [...] Enoiche illusioni] Tag: carta dei vini, consigli, enoteca, ordinare il vino, ristorante, [...]

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