Cosa ne sarà del Brunello di Montalcino?

Titolo semplice. Titolo diretto.
A guardare tra le statistiche di accesso al blog, come scrivevo ridendoci sopra solo un paio di giorni fa, una persona è finita su queste pagine proprio scrivendo queste esatte parole. E se inizialmente ho sorriso ci è voluto poco tempo perchè pensassi che era domanda sensata, responsabile e consapevole. Eccome.

Sembra ieri, eppure è passato più di un anno dallo scandalo che ha travolto Montalcino e marginalmente il vino italiano. Durante i giorni scorsi, la novità: la Procura di Siena ha chiuso l’indagine. Accusate 17 persone indagate per frode in commercio e falso in atto pubblico, in alcuni casi commessi in associazione.
Così riporta il Sole 24 Ore:

Sono 1,3 milioni i litri di Brunello di Montalcino Docg declassati a Igt Toscana Rosso, mentre 5,4 milioni sono risultati conformi al disciplinare e per questo dissequestrati. È il bilancio tracciato dalla guardia di finanza di Siena a chiusura delle indagini avviata dalla procura senese nel 2007 sul famoso vino, in relazione al mancato rispetto del disciplinare da parte di alcuni produttori: il sangiovese, unico vitigno ammesso, sarebbe stato tagliato con altre uve. Le indagini si sono poi estese anche alla produzione di Rosso di Montalcino Doc, Chianti Docg e Igt Toscana Rosso.

Non solo Brunello taroccato quindi, ma anche il Rosso di Montalcino, il Chianti ed alcuni vini IGT, spesso denominati “Supertuscans”. Peccato che fossero prodotti probabilmente, secondo la Procura di Siena, con uve non coltivate all’interno della Regione Toscana.
Quasi 2 milioni di litri, poi, è una quantità enorme di Brunello, pari a quasi ad un terzo di tutta la produzione ilcinese. Le aziende coinvolte tra le più importanti del territorio e non solo. Antinori, Argiano, Banfi, Casanova di Neri e Marchesi de’ Frescobaldi. Pezzi da novanta, che fino ad oggi hanno fatto e trainato il mercato.

Questo dovrebbe bastare a causare una piccola rivoluzione, sul territorio. Eppure il Consorzio, che dovrebbe farsi portabandiera della stragrande maggioranza dei produttori, i quali hanno sempre prodotto seguendo le regole del disciplinare, si limita a comunicare che c’è “la necessità che tutti i produttori si impegnino a dare messaggi positivi in questo momento, dato che la conclusione delle indagini porterà ad un chiarimento delle varie posizioni e al superamento dell’attuale fase di difficoltà.

Oggi quindi non posso che sottoscrivere parola per parola tutto il contenuto del post di Franco Ziliani su Vino al Vino. In particolare penso a questi a questa semplice, forte, chiarissima frase:

Ma i produttori di Montalcino, l’insieme di piccole e medie aziende che formano il tessuto connettivo della denominazione, e poi l’argenteria nobile, le aziende storiche di medio – grandi dimensioni che non sono state sfiorate dallo scandalo, che dovrebbero fungere da punto di riferimento, che dovrebbero lanciare chiari segnali di riscossa, le wineries simbolo, il fiore all’occhiello di Montalcino, accidenti, perché continuano a tacere, perché ci inducono a pensare che, anche loro, si dedichino al ben poco nobile sport della dissimulazione, del negare l’evidenza, del far finta di niente?

Maggiori informazioni (anche) su Vino24.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: , | Commenta

2 Commenti

  1. Pubblicato 31 luglio 2009 alle 09:54 | Link

    Concordo pienamente. In passato ho cercato anch’io (qui) di seguire le vicende ilcinesi, facendo fatica a comprendere il silenzio del Consorzio e delle azienda non coinvolte. Delle due l’una: o c’è un clima di rassegnazione diffuso che fa pensare “tanto la brutta figura la facciamo tutti; speriamo solo passi in fretta” o si teme che l’alzare la voce in qualunque modo possa aprire altri armadi dentro cui sono stipati tanti “scheletri”. In ogni caso il colpo tirato al Brunello è stato molto duro, anche se alcuni, sul blog di Ziliani affermano che le vendite ed il giro turistico hanno avuto una lieve flessione dovuta alla congiuntura economica. Sarà, ma la mia impressione che l’assioma “Brunello=Tarocco” nel medio-lungo periodo porterà a risultati devastanti…

  2. Pubblicato 31 luglio 2009 alle 16:08 | Link

    Beh, sottoscrivo anche io, in pieno. Se non ci si muove per fare chiarezza, riposizionarsi in termini di immagine, … a lungo termine potrebbero pagarsi delle conseguenza negative. Muovetevi, produttori!

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