in Parlo da solo

Chi l’avrebbe mai detto

No, davvero. Non avrei mai pensato, quando abbozzai il primo post poco più di due anni fa, di arrivare a scrivere di cinquecento vini. Numero importante, dicono. Un ristorante con in carta cinquecento etichette avrebbe una cantina considerata di un certo pregio, o peso, od importanza, o quellocheè; avete capito. Ma certo non è discorso di numeri. Perchè il fatto e l’accento non vanno posti solo su di una carta dei vini che inevitabilmente con il tempo si allunga. Più che altro, penso al fatto che questo piccolo spazio mi ha permesso di conoscere molte persone, alcune anche offline, che stimo molto. Ha accorciato gli spazi e le distanze. Scusate se è poco. E solo questo è fantastico. Poi, quando mi capita di avere un bicchiere in mano è ancora bello tirare fuori il piccolo moleskine, o chiedere in giro un pezzo di carta, e scrivere qualche impressione od idea. E’ un bel modo di imparare, tutti i giorni. E poi, dopo poco più di due anni, la cosa più bella è la consapevolezza di non poter racchiudere il vino in uno schema sensato. Ad ogni domanda la risposta naturale continua ad essere: “dipende”. Dai punti di vista, ma non solo. E’ materia sfuggevole che non è possibile rinchiudere in un giudizio, o in un momento. Ogni assaggio è irripetibile, anche dello stesso vino, anche nella stessa serata. In fondo è tutto qui.

Insomma, grazie a tutti: se non foste passati da queste parti, sempre in più, non avrei mai continuato a dedicare tanto tempo a tutto questo.

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Commento

  1. Che si dice in queste occasioni: auguri?
    In ogni caso penso che, dopo 500 vini, sia giunto il momento di fermarsi un attimo e di fare le analisi del sangue 😉
    davide