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Io e Brunello, di Ezio Rivella

RivellaNon sapevo proprio cosa scrivere, oggi.

Poi però mi sono imbattutto in un dibattito –che si poteva seguire anche online– sul futuro del Brunello di Montalcino e mi è venuto in mente un libro letto non troppo tempo fa che racconta la storia di uno dei protagonisti, appunto, del Brunello. E’ un’autobiografia e l’autore è Ezio Rivella, noto amministratore/enologo/grandecapo di Castello Banfi. Lo stesso che, era ottobre, accolse l’invito di Franco Ziliani per imbastire un confronto sul Brunello di oggi e di domani.

Per poter scrivere qualcosa di questo libro e per rendere l’idea del tipo di impostazione, basterebbe pensare alla proprietà di Castello Banfi: the Mariani bros from New York. Perchè tutto è molto americano, dall’approccio al mercato alla spettacolarizzazione di ogni intervento sul territorio, almeno nella narrazione. Rivella racconta, dal suo personale punto di vista, l’impatto che ha avuto il suo arrivo e le sue successive azioni su Montalcino e su tutta la zona di produzione. Racconta di un paese povero e disastrato (era davvero così?). Di un vino buono ma completamente sconosciuto (era davvero così?). Di una produzione esigua di bottiglie e di un approccio troppo contadino e poco ragionato “su grande scala” . E racconta del Suo arrivo. E di come tutto poi cambiò.

Che Castello Banfi abbia avuto un ruolo di grande importanza per fare conoscere il Brunello nel mondo e per fare crescere tutto il sistema credo sia innegabile, ma troppa autoreferenzialità, nonostante sial libro decisamente scorrevole, dopo un certo numero di pagine stanca. Almeno un po’.

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