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Gli anni novanta di Poggio al Vento

Poggio al Vento

La Tenuta Col d’Orcia è una delle aziende storiche di Montalcino, già presente nel 1933 alla prima mostra dei vini d’Italia tenutasi a Siena come Fattoria di S.Angelo in Colle. Varie vicissitudini portano all’acquisto dell’azienda nel 1973 da parte del Conte Alberto Marone Cinzano, convinto delle potenzialità della zona e del suo sangiovese grosso. Se avete presente la zona, la tenuta è nel versante sud del comune di Montalcino, che guarda quasi verso il mare, distante solo 35 chilometri. Poggio al Vento è la riserva prodotta solo nelle migliori annate.

Nasce nel 1982, e da allora è stato prodotto nel 1983, 1985, 1988, 1990, 1993, 1995, 1997, 1998, 1999.
Della degustazione scriverò solo che di fronte a tanta grandezza è difficile muovere osservazioni di alcune genere. Vini splendidi che innegabilmente rispecchiano molto gli andamenti stagionali. Il gusto personale, a questo punto, poi, tende ad influenzare un po’ i giudizi. Concordi nella grandezza del 1990 e del 1997 ma molto discordanti in annate forse meno decifrabili.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1999

Uno dei miei preferiti. Perchè giovane ma di razza. Un naso straordinariamente dinamico nella sua profondità fa emergere sensazioni di macchia mediterranea, di aghi di pino, la balsamicità è appena accennata, una certa idea eterea è nervosa e piacevole. In bocca il tannino è appena scalciante ma il tutto è di straordinaria compiutezza ed equilibrio. Finissimo ed elegantissimo.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1998

E’ innegabile, sconta l’annata difficile. Al naso, straordinario per finezza, qualche spezia, anche cacao, lo rende più compatto. In bocca parte largo ma tende a chiudersi sul finale, dove il tannino è irrigidito. Per rendere l’idea, anche la persistenza paga qualcosa.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1997

Ah. Il 1997. annata celebratissima in quel di Toscana. Poggio al Vento vino dell’anno per il Gambero Rosso. Sinuoso, rotondo, perfetto. Il naso è caldo, invitante, vellutato e drittissimo. Sembra aperto nel momento giusto, quando ancora l’equilibrio tra i tannini e le altre parti dure sembra magico, pur essendo il più morbido della serata. Ha una persistenza che imbarazza per lunghezza e profondità degli aromi. Un Brunello da manuale, che ho amato ma di cui avrei apprezzato qualche timida imperfezione, che lo rendesse più umano.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1995

Scuro, quasi reticente. Naso diversissimo dai precedenti, perchè caratterizzato da note molte speziate, pepate, di chiodi di garofano, di menta quasi, di goudron, di liquirizia. Forse l’idea è che sia la versione meno rispettosa del vitigno, guardando tra gli altri. In bocca è nobile, va cercato. E’ più duro, pur straordinario, anche per lunghezza nel finale, appena più amarognola degli altri.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1990

E se diciotto anni sembrano tanti questo appena maggiorenne è appena entrato nella maturità. La balsamicità è compiuta, il frutto è equilibrato. Erbe officinali, goudron, spezie scure ma antiche e profonde. In bocca è felice, pur essendo pieno. Una punta di acidità lo rende compiuto nell’eleganza e nell’equilibrio. Perfetto, poi, il finale, ancora ben impresso nella mente a parecchie ore di distanza. Da meditazione, per perfezione.

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Commento

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  • Brunello di Montalcino DOCG – Col d’Orcia 2002 | Enoiche Illusioni 9 dicembre 2008

    […] un caso che dopo pochissimi giorni da questa splendida verticale di Poggio al Vento mi sia imbattuto nel Brunello “base” di Col […]