L’anima ‘alta’ del Chianti Classico

Chianti Classico

Ah, il Sangiovese. Degustazione decisamente interessante, nella sua informalità, quella organizzata vicino a Perugia la scorsa settimana da Tipicamente. Tre Chianti, tutti classicieriserva. Tutti provenienti da altitudini superiori alla media. Altitudini considerate quasi (ho scritto quasi) limite per la coltivazione del Sangiovese. Tutti caratterizzati da un’acidità leggermente più accentuata del solito e da un tannino più verde. Tutti ancora piuttosto giovani. Tutti buoni senza voler apparire scontato. Simili e diversi. Eleganti nella loro struttura più esile.

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Chianti Classico Riserva DOCG – Savignola Paolina 2005

Uvaggio: Sangiovese, Colorino

Rosso granato appena chiaro, come appena concentrato. Si caratterizza per sensazioni rosse, anche vinose, molto floreali. E’ minerale, quasi sapido, sicuramente con una nota dolciastra. In bocca è di corpo, è saporito, ha una nota sapida ed un’acidità, come accennato prima, importante. Certo, il tannino scalcia un po’, si deve ancora sistemare. Ma la polpa c’è. Finisce dando l’impressione di rimanere chiuso e di faticare ad aprirsi. E’ giovane, questo sicuramente.

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Chianti Classico Riserva DOCG – Castello di Cacchiano 2004

Uvaggio: Sangiovese, Colorino, Malvasia nera

Se la prima idea è quella della grande tipicità del sangiovese, al naso, non è difficile accorgersi del grande corredo olfattivo dietro ad una intensità caratterizzata da grande eleganza. Sensazioni balsamiche, speziate, fruttate, floreali. In bocca è completo, l’impressione è quella di un vestito su misura. E’ in equilibrio e non conosce equilibrismi, nonostante abbia grandi potenzialità di invecchiamento. E’ polposo senza dare l’idea di essere concentrato, grazie anche alla grande sensazione sapida. Ha una persistenza oltre tutto, che ritorna su piacevolissime note floreali, leggere ma mai eteree. Assaggio austero ed elegante. Un Chianti straordinario.

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Chianti Classico Riserva DOCG – Rocca di Castagnoli, Poggio a’ Frati 2004

Uvaggio: Sangiovese, Canaiolo

Sensazioni bagnate, di primo impatto. Ma anche di spezie più dolci. Pieno ed elegante, nella sua grande tipicità. In bocca l’utilizzo di legno piccolo non invade la bocca, ma la accompagna nell’essere vellutata. Una bellissima punta di sapidità e speziatura lo rende dritto. E’ avvolgente, morbido, rotondo. Chianti appena più concentrato. Ma non necessariamente meno elegante.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Degustare come atto pratico, Toscana | Tag: , , , , | Commenta

7 Commenti

  1. Pubblicato 20 ottobre 2008 alle 18:31 | Link

    Mi segno senz’altro il Castello di Cacchiano. Io ho trovato molto buono il Peppoli. Leggi http://felipegonzales.blogspot.com/2008/10/chianti-pppoli-antinori.html

  2. Pubblicato 20 ottobre 2008 alle 20:33 | Link

    E io mi segno il Peppoli. A presto!

  3. Pubblicato 21 ottobre 2008 alle 21:27 | Link

    no jacopo ti prego non perdere tempo con il Peppoli!!!!! ARGH!!!

  4. Pubblicato 22 ottobre 2008 alle 10:30 | Link

    Però a questo punto ‘sto Peppoli mi toccherà di assaggiarlo, no? :-)

  5. Pubblicato 22 ottobre 2008 alle 18:25 | Link

    si jacopo sono curioso di cosa ne pensi, anche se ripassi da me ce ne ho un paio di bottiglie per chi non ne può fare a meno!

  6. Pubblicato 22 ottobre 2008 alle 19:36 | Link

    No Andrea, da te si bevono solo bottiglie selezionate da Burde!
    Le prove si fanno di nascosto, a casa, che se non ti piace puoi tranquillamente scendere in cantina ed aprire qualcos’altro…

  7. Nosso Vinho
    Pubblicato 16 novembre 2008 alle 04:00 | Link

    bello Chianti. Quando abbiamo sperimentato viaggio a Firenze. Congratulazioni per il tuo blog. Sono un appassionato di vini italiani, la invitiamo a visitare

    http://nossovinho.com/

    Paulo Queiro
    paulo.queiroz@mac.com

    Bel

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