in Parlo da solo

La cantina perfetta

Tanto ormai come conservare i vini lo sanno anche i muri. Ripassino? Uh. Bene, ecco un breve vademecum:

– Temperatura costante (meglio tra i 10 ed i 15 °C)

– Umidità dell’ambiente alta e costante (diciamo intorno al 75%)

– Poca luce e mai del sole (da evitare anche i neon)

– No odori (alimenti, formaggi in particolare)

– No vibrazioni (vedi strade/treni/metropolitane limitrofe)

Poi ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla disposizione delle bottiglie all’interno della cantina. Sintetizzando sarebbe importante ricordare che andrebbero tenute sdraiate in modo che il tappo di sughero rimanga sempre bagnato all’interno. Che le scaffalature in legno tendono ad attutire le vibrazioni e che spumanti, vini bianchi, rosati, rossi giovani e maturi andrebbero disposti progressivamente dal basso verso l’alto, perchè la temperatura, anche se di poco, potrebbe aumentare in questa direzione.

Io non l’ho mai fatto. E’ evidente che questo tipo di cantina è -quasi- pura utopia. Almeno per chi vive in città. Ottimo quindi ricordare che una cantina di questo genere da il meglio di sè sul lunghissimo periodo – anni a decine, per capirci. E se non avete questo tipo di ambizioni anche lo spazio sotto al letto potrebbe essere un ottima idea. Uno dei palati più raffinati che conosca ha optato per questa soluzione..

Sul contenuto della cantina non scriverò niente. La cantina perfetta non esiste. Ognuno la personalizza a proprio gusto e piacimento, con il passare di anni. Tanti anni.

Ma sto andando fuori tema. In realtà volevo scrivere qualcosa sull’ambiente in cui tengo le bottiglie perchè circa due anni fa ho comprato questo:

Oregon

E la settimana scorsa mi sono trastullato a schematizzare i dati raccolti. Ecco quindi i risulati relativi alla temperatura:

Temperatura

E all’umidità:

Umidita

Temperatura compresa quindi tra i dieci ed i venti gradi (circa), per un’umidità non proprio stabile, ma comunque piuttosto presente.

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