The battle for wine and love or how I saved the world from Parkerization, di Alice Feiring

Alice“It’s hard to believe that the industry wouldn’t fight transparency with every bit of muscle it has. I just don’t see Big Wine allowing labels on wine reading something like this: This wine was de-alcoholized by reverse osmosis and smoothed out with micro-oxygenation. Ingredients: Water, alcohol, grapes, chestnut tannin, oak extract, oak dust, genetically modified yeast, urea, enzymes, tartaric acid, bentonite, velcorin.
On a naturally made wine, the ingredient list would read simply: Grapes and minimal sulfur (100 parts per million or lower).”

Semplificando e generalizzando si potrebbero prendere queste poche righe per capire l’approccio che ha avuto Alice Feiring nello scrivere “The battle for wine and love or how I saved the world from Parkerization”. Un viaggio alla ricerca di vini che esprimono il loro terroir e non sono risulati di un processo di laboratorio, dei vini cosiddetti naturali, dei vini non omologati nel gusto e nello stile. Una crociata, giusta e legittima, contro il tentativo di troppi produttori di adeguarsi ai gusti di Robert Parker e al suo sistema del punteggio in centesimi. Un viaggio attraverso grandi e vocate regioni vitivinicole per scoprire le lotte che esistono tra i cosiddetti tradizionalisti ed i modernisti – non solo in Piemonte. Il tutto condito in sottofondo dalle sue avventure e disavventure amorose, sempre legate in qualche modo al mondo del vino. A me è piaciuto molto.

Grazie quindi a Franco Ziliani che lo aveva segnalato su Vino al vino.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Letterature | Tag: , , | Commenta

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