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Gli Champagne di Chartogne-Taillet

Ero a questa degustazione, la settimana scorsa, a Squisito!, a San Patrignano, vicino a Riccione. Mi interessava perchè le occasioni per confrontarsi con la più nobile delle bollicine sono piuttosto rare, soprattutto in ambiti in un certo modo “accademici”. Il titolo era un generico “Champagne”. Sorpresa, quindi, una volta arrivato, nello scoprire che l’occasione era la presentazione da parte di un relatore AIS, in presenza del distributore italiano e della produttrice, di un Récoltant Manipulant (ovvero quel vignaiolo che vinifica le uve di sua proprietà; le grandi Maison infatti non coltivano, o solo una parte, e comprano le uve per i loro prodotti) appena sbarcato sul mercato italiano. Non me ne vogliano, gli assaggi erano sicuramente interessanti, ma era una degustazione a pagamento ed era evidente a tutti che l’occasione aveva un sapore più commerciale che, come dicevo prima, accademica.

Chartogne-Taillet – hanno anche un blog – si trova a Merfy, piccolo comune a circa sette chilometri a nord-est di Reims, nel massiccio di Saint Thierry, probabilmente la zona più fredda di tutto lo Champagne. Producono circa centomila bottiglie, utilizzando tutte e tre le varietà più famose della regione – 30% Pinot Nero, 45% Pinot Meunier, 25% Chardonnay – alcune da alcuni appezzamenti vitati pre-filossera.

Champagne caratterizzati da uno stile comune, molto territoriali, estremamente minerali, con una grande bevibilità.

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Champagne Chartogne-Taillet, Cuvée Sainte Anne Brut S.A.

Uvaggio: Chardonnay 50%, Pinot Nero 40%, Pinot Meunier 10%

E’ senza annata, il loro base, anche se l’80% delle uve vengono, in questo caso, dall’annata 2004 ed il restante dalle loro riserve. Di colore che ricorda l’oro bianco, ha un naso inizialmente di grande spessore e complessità. Note agrumate, cedro, si affiancano a sensazioni floreali e molto minerali, gessate. Il perlage è molto delicato, anche in bocca e sul finale tende a scomparire. E’ equilibrato ed ha una persistenza media, che rimane un po’ stretta.

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Champagne Chartogne-Taillet, Le Rosé Brut S.A.

Uvaggio: Chardonnay 50%, Pinot Nero 40%, Pinot Meunier 10% e successiva aggiunta di un 15% di vino rosso ottenuto da Pinot Nero

Poco perlage, per il rosé. Al naso note di frutta rossa come la fragola si affiancano ad altre note fruttate come il pompelmo rosa, la pesca, quasi la cipolla. Di buona intensità e piacevolezza anche se le sensazioni olfattive rimangono un po’ corte. In bocca ha grande freschezza come acidità. Ha un finale lungo ed elegante, che ricorda più i vini fermi rosati che le bollicine.

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Champagne Chartogne-Taillet, Blanc de Blancs Brut S.A.

Uvaggio: Chardonnay 100%

Vena verdolina nel colore, e naso che piano piano esprime grande intensità e complessità. Fruttato, floreale, minerale. Sensazioni di mela e di pera si affiancano a toni di crosta di pane e di biscotti. Vino in movimento ed in continuo mutamento. In bocca è molto secco. Fresco ed equilibratissimo. In chiusura sensazioni amarognole di nocciola rimangono a lungo e lo rendono elegantissimo.

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Champagne Chartogne-Taillet, Vintage 2000

Uvaggio: Pinot Nero 60%, Chardonnay 40%

Qui il colore cambia radicalmente, si va verso il dorato. Come il naso che diventa più intenso e più caldo. Riconoscimenti di frutta gialla e rossa e di fiori bianchi. Note anche tostate e biscottate. In bocca è potente, non teme abbinamenti. E’ morbido e rotondo. Finale largo, pieno, lungo.

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Champagne Chartogne-Taillet, Cuvée Speciale “Fiacre” Brut S.A.

Uvaggio: Pinot Nero 60%, Chardonnay 40%

Qui sono concentrate tutte le uve delle vigne più vecchie e meglio esposte. Le rese sono molto basse e Charton-Taillet è uno di quelli che produce il suo vino di punta solo nelle migliori annate – nonostante non sia dichiarato in etichetta in questo caso la vendemmia di riferimento è quella del 2000. Il colore rimane verso l’oro giallo, appena più chiaro sui bordi. Naso di grande eleganza. Mela, pera, gelsomino, cedro, fiori d’arancio, crosta di pane, quasi piccola pasticceria, gesso. In bocca si conferma ricco ed elegante. Il finale è in tensione grazie alla grande acidità ed è, ça va sans dire, lunghissimo e di grande personalità

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