Antica Azienda Agricola Paolo Bea, Montefalco (PG)

Sono un pessimo fotografo. E ho una macchinetta antidiluviana. Lo scrivo, perchè se fossi stato in grado mi sarebbe piaciuto postare alcune fotografie della nuova cantina di Paolo Bea. Ideata e progettata da Giampiero Bea, che è anche architetto, oltre ad essere il titolare dell’azienda, è interamente proiettata alla funzionalità. Ma naturale. Ecco. Funzionalità naturale. Tutta la struttura è posata su uno spesso strato di sassi, per favorire l’umidità. Nessun locale è chiuso, ma comunica con gli altri attraverso tutta una serie di fessure che permettono il circolo dell’aria. Il tipo di materiale usato per le pareti non è cemento, ma una roccia che prende e rilascia molto lentamente temperatura ed umidità, per non creare sbalzi. La cantina è attiva nel senso che ci si può vinificare. Però non è ancora terminata. Mancano ancora la sala degustazioni e gli uffici. Ed alcune rifiniture. Non posso davvero che consigliare la visita per rendersi conto del lavoro che è stato fatto. Del perchè ogni cosa abbia senso compiuto solo in relazione al raggiungimento di uno specifico risultato che poi troverete nella bottiglia. Ne vale davvero la pena.

Una volta conosciuto il vino è difficile non innamorarsene. E’ un’espressione bellissima di Montefalco e dei Colli Martani. Non è biologico – ma solo perchè non ha la certificazione – e non è biodinamico, definizione che Giampiero non ama. Alcune pratiche di cantina sono regolate dai cicli lunari “perchè abbiamo visto che il risultato è innegabilmente differente”. Vini naturali, belli, con uno stile chiaro e definito. E difficili da trovare. Perchè Bea vinifica circa centomila bottiglie. E ne esporta il settanta percento.

Antica Azienda Agricola Paolo Bea

Localita’ Cerrete n. 8 – 06036 Montefalco (PG)
Tel. 0742 378128
info@paolobea.com

Maggiori informazioni su loro sito: http://www.paolobea.com e su http://www.viniveri.net

Ecco alcune impressioni sulle bottiglie assaggiate in cantina. Non scriverò del Trebbiano Spoletino, che verrà commercializzato a settembre (e che è una cosa spettacolare) e del rosso di Montefalco, che era invece appena ossidato.

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Umbria IGT – Paolo Bea, Santa Chiara 2006

santachiara

Uvaggio: Grechetto, Malvasia, Chardonnay, Sauvignon, Garganega

Colore intenso, giallo paglierino molto scuro, tendente all’ambra chiara, velato. Naso leggermente etereo, con evidenti note di albicocca e di melone. In bocca è incredibilmente corrispondente con il naso ed è molto equilibrato. Con una bella acidità.

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VDT – Paolo Bea, Rosso de Véo 2002

rossodeveo

Uvaggio: Sagrantino, Sangiovese, Montepulciano

E pensare che il 2002 ha fatto stragi, da queste parti. Tutto il sagrantino destinato alla DOCG è finito qui. Il colore è rosso rubino, in evoluzione. E’ intenso e complesso. Sentori di terra fanno da apripista alla tipicità del sagrantino. In bocca è pulito. Il tannino è rotondo, ma si tratta comunque di un vino molto equilibrato. E lunghissimo.

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Rosso di Montefalco Riserva DOC – Paolo Bea 2003

rossoriserva

Uvaggio: Sangiovese, Montepulciano, Sagrantino

Si parte con un naso molto intenso, fruttato, floreale, speziato, minerale. In bocca l’acidità e la tannicità sono evidenti, non a scapito dell’equilibrio. E’ bello. Nervoso al punto giusto. Ha un finale lunghissimo, caratterizzato da una sottile nota alcolica. E’ la dimostrazione che questa DOC di ricaduta, che generalmente mi piace moltissimo, può esprimere vini di grandissimo carattere e longevità.

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Sagrantino di Montefalco DOCG – Paolo Bea 2003

sagrantino

Uvaggio: Sagrantino

Equilibrio. Ed è un tutto dire per una bottiglia ancora molto giovane ma caratterizzata da una bevibilità straordinaria. E’ un sagrantino potente ma allo stesso tempo incredibilmente elegante. Il tannino non invade la bocca ma lo rende di grande carattere. L’utilizzo del legno è sapiente e le sensazioni terziarie hanno un sapore di naturale “di più”. Di qualcosa che lo rende ancora migliore. Se possibile. Praticamente perfetto.

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Sagrantino di Montefalco Passito DOCG – Paolo Bea 2001

sagrantinopassito

Uvaggio: Sagrantino

Lo abbiamo definito insieme come un vino piramidale (o verticale). Perchè parte secco, al naso, con riconoscimenti di goudron, di frutti rossi molto appassiti, di prugne. Poi arriva dolce, in bocca, elegante e pulitissimo e chiude ritornando su sensazioni secche, dove l’appassimento è evidente ma il residuo zuccherino scompare ritornando sul naso e su sensazioni soprattutto terziarie. Non ha rivali. E’ indimenticabile.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Produttori, Umbria | Tag: , , , | Commenta

Un Trackback

  1. [...] mio debole per i vini di Giampiero Bea è cosa nota, ne avevo scritto tempo fa, subito dopo una bellissima visita in cantina. Già allora, e a seguire sempre con più [...]

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