in Parlo da solo

A proposito del sondaggio su vino e internet di Aristide

Ieri Aristide ha pubblicato i risultati di un sondaggio tra i lettori del suo blog a proposito del rapporto che hanno i consumatori di vino con internet – li trovate qui.

Come giustamente scrive non si tratta di un campione rappresentativo. Chi ha risposto è probabilmente un suo lettore [quasi] abituale ed è, per esempio, scontato che la stragrande maggioranza usi internet per informarsi e per formarsi sul vino. Il settantadue percento del campione ha risposto (in una domanda multipla) che utilizza la rete per cercare recensioni ed informazioni su un vino. Da queste pagine posso ampiamente confermare questo dato. Oltre l’ottanta percento del traffico che passa da queste parti arriva da motori di ricerca e da persone che cercano specificatamente informazioni su una bottiglia.

Quello che però mi ha maggiormente stupito è il dato relativo agli acquisti online. Il trenta percento dichiara di considerare la rete come possibile canale di vendita. Oltre il sessanta percento dichiara di non acquistare MAI vino su internet. A seguire le motivazioni di tale [non]comportamento d’acquisto. La maggioranza dichiara che le informazioni sul prodotto sono insufficenti (possibile?). I restanti dichiarano scarsa asistenza da parte del negozio e difficoltà nella consultazione del sito. Uh. Queste risposte mi hanno lasciato perplesso perchè dovrebbe venire naturale cercare informazioni e di conseguenza, una volta trovate, procedere all’eventuale acquisto cercando tra i tantissimi siti di venita online che, personalmente, ho quasi sempre trovato affidabili e ricchi di informazioni.

Per spiegare questi dati credo mancasse una possibilità di risposta fondamentale legata allo shopping in rete: l’alto costo delle spedizioni, qui in Italia, e la poca fiducia nell’utilizzo della carta di credito online. Altrimenti fatico a capire come mai, nella stessa indagine condotta da Tom Wark, dalle pagine del suo Fermentation, si è potuto evincere che il sessanta percento acquista online.

Proprio l’altro giorno leggevo un articolo (che non riesco a ritrovare) in cui veniva spiegato il motivo per cui Amazon non ha intenzione di sbarcare in Italia, almeno per adesso. Per l’alto costo delle spedizioni e la scarsa affidabilità delle poste italiane. Stesso motivo che induce sempre più venditori stranieri, su ebay, a non vendere in Italia (fonte: Repubblica.it). Cosa ne pensate?

Scrivi un commento

Commento

  1. Che come al solito in Italia tendiamo a darci la zappa sui piedi.

    Rendendo più affidabile il servizio delle Poste ne guadagnaremmo tutti.

    Comunque per esigenze associative compro molto vino online. Nelle ultime 50 spedizioni l’unico problema avuto è stata una rottura di un paio di bottiglie. Per il resto è sempre andato bene (anche se la maggior parte delle volte si trattava di corrieri privati).