-
Enoiche Illusioni?
-
Email
jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com -
-
In touch
-
Archivio
-
Tag Cloud
Aglianico del Vulture Amarone della Valpolicella Antonelli Arnaldo Caprai Associazione Italiana Sommeliers Barbera Bloggers Bolgheri Brunello di Montalcino Cabernet sauvignon Camillo Donati Castello della Sala Champagne Chardonnay Chianti Classico Collecapretta Dolcetto Filippo Ronco Franciacorta Gewürztraminer Grechetto Intravino Jermann Lambrusco Lungarotti Maremma Merlot Montepulciano d’Abruzzo Palazzone Piacere Magazine Pinot nero Poggio Argentiera Rosso di Montefalco Sagrantino di Montefalco Sangiovese Santa Margherita Sauvignon Screwcap Tappo a vite Tasting panel Terroir Vino Trebbiano Spoletino Vini naturali Vinitaly Vinix Live!-
-
Creative Commons



Bordeaux Supérieur AOC – Lur-Saluces, Y 1979
Ecco. A volte ti imbatti nella bottiglia dell’anno. E ti ci imbatti per sbaglio. Nel ristorante più improbabile. Come dicevo qualche giorno fa. E quando un amico si ferma, dopo averla notata, e ti dice che non hai scelta, che a quel prezzo va assolutamente presa, sai che ha perfettamente ragione. Per raccontarne le gesta si potrebbe cominciare dal colore, oro giallo luminosissimo, con un bordo leggermente ambrato. Si continuerebbe con uno dei migliori nasi di sempre, fruttato, floreale, minerale, speziato. A dover parlare di riconoscimenti si nominerebbero lo zafferano, l’albicocca sciroppata, un lontano sentore tipico della botrytis, fiori gialli e gesso. Colpisce e verrà ricordato per la grande perfezione nell’interezza. In bocca ha una componente che ricorda i Sauternes, pur essendo secco. Una bilancia, freschezza ed acidità che non sembra vero, per i ventinove anni sulle spalle. Pulizia e completezza. Pure Magic.