-
Enoiche Illusioni?
-
Email
jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com -
-
In touch
-
Archivio
-
Tag Cloud
Aglianico del Vulture Amarone della Valpolicella Antonelli Arnaldo Caprai Associazione Italiana Sommeliers Barbera Bloggers Bolgheri Brunello di Montalcino Cabernet sauvignon Camillo Donati Castello della Sala Champagne Chardonnay Chianti Classico Collecapretta Dolcetto Filippo Ronco Franciacorta Gewürztraminer Grechetto Intravino Jermann Lambrusco Lungarotti Maremma Merlot Montepulciano d’Abruzzo Palazzone Piacere Magazine Pinot nero Poggio Argentiera Rosso di Montefalco Sagrantino di Montefalco Sangiovese Santa Margherita Sauvignon Screwcap Tappo a vite Tasting panel Terroir Vino Trebbiano Spoletino Vini naturali Vinitaly Vinix Live!-
-
Creative Commons



Champagne Ruinart, Blanc de blancs Brut S.A.
Scrivo di bollicine francesi. Ma, vi prego, non prendetemi troppo sul serio. Per quanto mi piaccia il metodo classico di quello francese ne ho bevuto ancora troppo poco per discuterne davvero consapevolmente. L’oro bianco è il colore che più mi sembra calzante per questo Ruinart. Con un’unghia leggermente più scarica ed una spuma fitta e briosa. Odori delicati, femminili ma decisi. Sensazioni agrumate e vagamente burrose, comunque avvolgenti ed abbastanza intense. In bocca va detto che scivola bene sul palato e che è equilibrato nonostante ci si aspettasse una persistenza ed una rotondità maggiore. C’è però un’ottima corrispondenza con il naso, con una lieve aggiunta di mandorla, proprio alla fine.