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Champagne Bruno Paillard, Première Cuvée Rosé Brut S.A.
Uvaggio: Pinot nero, Chardonnay
Sempre a proposito dei ristoranti della Val di Fassa – o comunque della zona -, ho trovato, a differenza di “El Molin”, una cucina, alla “Malga Panna” un po’ stanca. Mi spiego. Ho sempre amato questo ristorante. L’accoglienza della sala. Il servizio. La sensazione di calore. Questa volta, però, i sapori e gli accostamenti non mi hanno travolto. Il servizio, che nelle altre occasioni è sempre stato ineccepibile, l’ho trovato più distaccato e sbrigativo. Sarà stata la sala piena, ci mancherebbe, visto il periodo, però.. Lo sapevate che tutti gli Champagne di Bruno Paillard riportano in etichetta la dicitura “première cuvée”? Producono ogni anno circa cinquecentomila bottiglie solo attraverso la prima pigiatura da cui l’indicazione. “Il succo delle uve di Pinot nero, pigiate rapidamente, consente di ottenere un vino bianco (tramite separazione rapida del succo e della buccia) che viene tagliato con del Pinot nero vinificato direttamente in rosa (con una breve macerazione del succo sulla buccia) o con del rosso ottenuto con una macerazione prolungata del succo sulla buccia (ad esempio il Bouzy rosso). Il Pinot nero in queste tre diverse forme, costituisce l’85 % della composizione del Brut Rosé Première Cuvée. Un tocco di Chardonnay (15%) conferisce a questo vino l’eleganza necessaria per equilibrare il fruttato del Pinot nero. Scarsamente dosato, come tutti gli champagne Bruno Paillard, è un brut autentico. ” (Da qui).
In bocca c’è una grande corrispondenza con il naso. Si tratta di frutta rossa, di violetta, di sensazioni agrumate. E’ fresco e persistente. Io l’ho mangiato con un filetto di cervo. Lo so. Una bestemmia. Però avevo voglia di un rosato. Ecco.