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Sagrantino di Montefalco DOCG – Arnaldo Caprai, 25 anni 1999
La massima espressione del sagrantino di Montefalco passa da queste parti, dicono in molti. Ma è vero?
Verrebbe naturale, bevendo un 1999, pensare ai livelli raggiunti dalle due annate precedenti, 1998 soprattutto. Sarebbe uno sbaglio, perchè anche questo è molto buono.
Non è un vino per tutti i giorni ed è un vino difficilmente abbinabile. Buono, che stoffa anche se.. quanto legno… Il colore è davvero impenetrabile, rosso rubino molto scuro. Al naso è molto intenso, complesso, ampio. Note fruttate, speziate, in cui gli aromi terziari sono accennati e non prevalenti. In bocca è muscoloso (vedi concentrazione polifenolica) ma molto armonico, per la tipologia. Ha una persistenza che dura moltissimo, è equlibrato, avvolgente ed ancora giovane. E, purtroppo, gli anni novanta sono finiti. La mia cantina ne è sprovvista, si riparte da un 2000. Scopo della settimana: trovare almeno due bottiglie ad un prezzo accettabile di una delle seguenti annate: 1997, 1998, 1999.
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