in Assaggi, Degustare come atto pratico, Trentino-Alto Adige

Il Granato di Elisabetta Foradori

Granato

Uvaggio: Teroldego

Eccomi qui a raccontare di una degustazione di un po’ di tempo fa, a Squisito, a San Patrignano. Per la cronaca era condotta da Paolo Lauciani e da Massimo Billetto, nella affollata sala AIS allestita nel palazzetto dello Sport della comunità. A futura memoria: le prime sperimentazioni di Foradori con il teroldego iniziano nel 1985.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2004

Colore rosso accesso tendente al porpora. Potente. Naso fruttato (ciliegia) minerale (ferro) e leggermente speziato. Spalla acida importante. Tannino forte, anch’esso fruttato, ed una nota finale ammandorlata. Ancora giovanissimo, ma con grandi potenzialità.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2003

Duemilatre annata più calda rispetto al duemilaquattro. E’ un vino più immediato, caratterizzato da una struttura calda ed avvolgente. Sensazioniquasi dolci, al naso. Erbaceo e speziato, ha un frutto più maturo rispetto al precedente. Il tannino è molto morbido e la persistenza è in linea con le sensazioni rosse del naso.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2002

Altra annata calda. Si vede da subito, a partire dal colore: rosso granato più stanco. Naso caratterizzato da sentori speziati, fruttati in confettura, cuoio, tabacco e con un accenno di fumé del minerale. Bocca morbida e complessa. Finale in spezie, cannella, tabacco, noce moscata. Maturo.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2001

Bel rosso granato acceso con riflessi ancora chiari. Naso pulito, netto, con un ottima balsamicità. Nel complesso piuttosto elegante. Bocca molto equilibrata, con una bella masticabilità, persistente. Bello.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2000

Qui il colore è leggermente più evoluto, tendente più al granato. Naso soprattutto caratterizzato da sentori terziari. Tabacco, cuoio, eucalipto, terra. In bocca è caldo ed ha una componente di acidità meno importante rispetto agli altri. Nota appena alcolica sul finale.

[s4]

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Teroldego Rotaliano DOC – Foradori, Granato 1999

Colore tendente al granato. Naso che necessita di tempo per aprirsi e poi sfociare in grande complessità ed intensità. Note di marasca si associano a note di lampone, a note balsamiche, a sentori vanigliati e di liquirizia. In bocca è equilibratissimo, con un’acidità ancora presente e sull’attenti. Grande continuità tra esame olfattivo e gustativo. Persistenza lunghissima. Il migliore, frutto di una grandissima annata.

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Teroldego Rotaliano DOC – Foradori, Granato 1998

Ancora un grande teroldego. Granato leggermente spento. Naso di grande importanza. Sensazioni prevalentemente fruttate e speziate. Funghi, erbe aromatiche, rabarbaro, frutti appassiti, china. Di corpo appena inferiore al novantanove ha però una buona acidità. Persistenza lunghissima.

[s5]

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Commento

  1. Fino al 1996 la Foradori ha vinificato separatamente le uve del Vigneto Sgarzon, che poi sono confluite nel Granato.
    Il teroldego Vigneto Sgarzon è veramente superlativo.

    Trovo comunque i vini Foradori una gemma di altissimo livello nel panorama enologico del Trentino

  2. D’accordo con te. Colgo l’occasione anche per segnalare una bellissima intervista ad Elisabetta Foradori sull’ultimo numero di Porthos (30) con degustazione di tutti i Granato prodotti.