
Non è chiaro cosa successe in quei primi giorni di autunno del 1988, quello che è certo è che a causa di alcuni dissapori Sergio Manetti non chiamò la squadra che era solita vendemmiare a Montevertine. In piena emergenza fu quindi il non ancora maggiorenne figlio Martino, insieme ad un nutrito gruppo di amici e compagni di classe, a portare in cantina tutta la raccolta di quella che ancora oggi è considerata una delle annate del secolo, non solo a Radda ma in gran parte dell’Italia Centrale.
Il Sodaccio è il nome di una vigna piantata nel 1972 e totalmente rinnovata nel 2000, un appezzamento di circa un ettaro e mezzo adiacente quello de Le Pergole Torte. Vigna ricca di significati, primo tentativo di “cru” aziendale nato su specifica richiesta di Giorgio Pinchiorri per l’omonimo ristorante di Firenze, è vino che è stato prodotto dal 1981 al 1998, fino alla sua dismissione a causa di una malattia che aveva attaccato gran parte delle sue viti. Un vino che non c’è più quindi, un assemblaggio di sangioveto (come amano chiamare il sangiovese a Montevertine) e canaiolo che ancora oggi, a venticinque anni di distanza, è spettacolare per tenuta e per profondità. Un assaggio caratterizzato da una balsamicità dolce, ancora segnato da richiami fruttati e soprattutto floreali di grande, grandissima, finezza. Un sorso meraviglioso, tanto generoso quanto reattivo, tenero e pungente. Un vino che tra l’altro sembra essere in un momento perfetto della propria evoluzione, così equilibrato e disteso fino alla fine. Un vero abbraccio.
(con un grande grazie a Martino Manetti e la moglie per l’ospitalità, per il pranzo, per le tante bottiglie stappate)








A Genova
Comunicazione di servizio, che a partire da domani sera lo scrivente si troverà in Liguria per l’annuale appuntamento con la Vinix Unplugged Unconference, domenica, e con TerroirVino, lunedì. Tra le tante cose da segnalare la prima delle due “main session”, una tavola rotonda aperta sulle guide, sul loro ruolo e sul loro futuro (qui il programma completo). Un momento di confronto su un tema che mi interessa tantissimo ed a cui mi era stato chiesto di partecipare, fino all’ultimo però non avevo la certezza di esserci. E poi l’attesissima verticale del Timorasso di Walter Massa, vediamo un po’.
Al solito, mi piace essere ripetitivo, ci si vede in giro.